Italia
Atc, Libera Caccia contesta il Consiglio di Stato
Isidori: «Ha scelto l’interpretazione più consociativa, eppure quella norma punta al pluralismo»
GROSSETO. Il presidente provinciale dell’associazione Libera Caccia – Paolo Isidori – interviene sulla sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale (Tar) sui criteri di scelta dei membri degli Ambiti territoriali di Caccia provinciali (Atc).
«Il Consiglio di Stato – valuta Isidori – ha scelto l’interpretazione più consociativista di una norma che invece punta a garantire il pluralismo. Anziché favorire le aggregazioni costruttive, così facendo, si favoriscono alleanze elettorali mirate esclusivamente all’occupazione delle poltrone e all’esclusione di ogni rappresentatività alla minoranza anche se significativa».
I cacciatori però avrebbero colto la volontà di Libera Caccia, secondo Isidori, «di tutelare i loro diritti – dice il presidente grossetano dell’associazione – anziché favorire politiche tese alla gestione del potere. Da quando si parla della vicenda – continua – le adesioni alla nostra associazione sono cresciute in maniera significativa e ci apprestiamo a diventare la seconda associazione per numero degli iscritti».
«Alla fine – considera ancora Isidori – i cacciatori hanno premiato la totale estraneità della Liberacaccia ai partiti e alle logiche di gestione del potere che ruotano intorno alle nomine dei Comitati degli Atc, privilegiando chi ha messo al centro delle proprie politiche associative i problemi dei cacciatori o della selvaggina».
«È sotto gli occhi di tutti – dice Isidori – che è particolarmente nutrito il corpo delle guardie venatorio volontarie e il nucleo delle guardie eco zoofile che operano in tutta la provincia a scopo preventivo ed educativo, collaborando con gli enti pubblici e tutte le forze dell’ordine».
«Anche dal punto di vista cinofilo – sottolinea il presidente – la Liberacaccia ormai da anni eccelle in quantità e in qualità di prove per cani, sia da seguita che da ferma, offrendo anche la massima collaborazione al Gruppo Cinofilo Grossetano e a tutte le società specializzate riconosciute dall’Enci.
«Al di là delle singole pronunce giurisdizionali – conclude Isidori – è emersa la necessità di modificare il sistema della struttura e della gestione delle Atc rimettendo al centro di ogni decisione i cacciatori e la fauna selvatica».
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