Il Tirreno

Grosseto

Mercatino in piazza Una grande festa dopo le polemiche

di Giovanna Mezzana
Mercatino in piazza Una grande festa dopo le polemiche

La Deceris fa marcia indietro e non manda i suoi volontari «Non vogliamo creare imbarazzo al Comitato per la Vita»

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GROSSETO. L’edizione trentatré del Mercatino dei Ragazzi poteva essere quella delle polemiche. E invece no, è tutto rientrato. O meglio, la disputa c’è stata ma non ha avuto effetti su uno degli appuntamenti tradizionali più longevi e amati dai grossetani, che anche quest’anno si è svolto in un clima familiare assai festoso.

Aveva fatto gridare altolà – prima dal Pd e poi dai Comunisti Italiani – la notizia che La Deceris avrebbe collaborato a garantire un «sereno svolgimento della manifestazione»; si era anche diffusa la notizia che i volontari dell’associazione sarebbero stati riconoscibili in piazza Esperanto perché avrebbero indossato le loro casacche. Ma come? Un’associazione di destra, vicina a Casapound, chiamata a presidiare un evento per le famiglie, per girare a mo’ di vigilantes tra i banchini dei ragazzini? Apriti cielo, spalancati terra. L’idea non è piaciuta e a poche ore dall’allestimento del mercatino ha costretto il Comitato per la Vita, promotore di una delle più “pure” manifestazioni di solidarietà, a mettere i puntini sulle “i”: «Il Comitato per la vita è apolitico. Scendiamo tutti in piazza per la solidarietà».

Alla fine tutto è andato liscio e piazza Esperanto traboccava di bambini, ragazzini, famiglie. La Deceris però ha fatto marcia indietro.

«In piazza Esperanto c’eravamo – dice Gino Tornusciolo, presidente de La Deceris – ma come cittadini perché la partecipazione al Mercatino ha un grande valore sociale e noi ci sentiamo di far parte della vita sociale della comunità di Grosseto. Abbiamo deciso di non partecipare come volontari per evitare polemiche e togliere dall’imbarazzo il Comitato per la Vita». Tornusciolo precisa che i “suoi” volontari non avrebbero indossato casacche identificative: «Avremmo vestito le magliette del Comitato per la Vita – dice – Saremmo stati riconoscibili come chiunque altro fosse appartenuto ai team organizzativi».

Mentre sabato infuriavano le polemiche, l’associazione precisava che la loro partecipazione «era subordinata a una richiesta di collaborazione da parte dell’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti». Ma per fare cosa? «Semplicemente per buttare un occhio in più – dettaglia Tornusciolo – a quei banchetti dove momentaneamente poteva mancare l’adulto. C’è gente che scambia il Mercatino per un’occasione di affari – sottolinea – ed è vergognoso: contrattano sul prezzo, che è simbolico, contrattano con i ragazzini. E c’è chi approfitta della manifestazione e apre il banco da rigattiere. Volevamo evitare queste cose».

Ieri piazza Esperanto era il palcoscenico di una gran festa. Ragazzini saltellanti, mamme impegnatissime, ciabatte fritte sfornate no-stop. Grosseto si è riconosciuta nel suo Mercatino.

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