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Centrale geotermica in Val d'Orcia: ok dal ministero, insorgono i comitati
L'impianto previsto a Montenero è da sempre osteggiato da abitanti e imprenditori. La parola ora alla Regione
MONTENERO D’ORCIA. Il Ministero dell’Ambiente dà il via libera alla costruzione della centrale geotermica di Montenero d'Orcia, nel comune di Castel del Piano. Si è conclusa l’istruttoria tecnica _ con alcune integrazioni rispetto al via libera di qualche giorno fa _ della Commissione ministeriale per la Valutazione d’impatto ambientale (Via), che ha valutato positivamente la compatibilità ambientale dell'impianto geotermico pilota.
Quello di Montenero d'Orcia è stato presentato come un progetto industriale con innovazioni tecnologiche importanti (si ipotizza la totale reiniezione dei vapori geotermici nel sottosuolo di provenienza) e, pertanto, l’autorizzazione è di competenza Ministeriale con l’intesa della Regione Toscana.
L’ipotesi di centrale è fortemente contestata dalla popolazione locale, dai tanti imprenditori che producono prodotti d’eccellenza nel campo agroalimentare (dal Morellino all’olio dop) e dai sindaci. La zona è infatti una delle più suggestive e integre dal punto di vista ambientale, metà di turismo attento all’ambiente.
“Se realizzato, l’impianto trasformerà l'Amiata e le colline della Maremma in un secondo distretto industriale geotermico al pari dell'alta Val di Cecina”, mette in guardia la rete Nogesi (No geotermia elettrica, speculativa e inquinante), che raccoglie comitati antigeotermici di tutta Italia.
“Siamo fortemente convinti che la valutazione della Commissione ministeriale non sia stata una valutazione “tecnica”, bensì politica, coerente con la scelta della Regione Toscana di prevedere nel PAER (votato nel 2015) altri 150 MW di impianti geotermici, ciascuno di 5 MW. Infatti la legislazione vigente sulla Valutazione di Impatto ambientale prevede espressamente che debba essere considerato anche l'impatto socio economico che l'impianto industriale avrà sul territorio. Su questo aspetto, a differenza degli altri aspetti tecnici sui quali possono esserci state valutazioni contrastanti (inquinamento delle risorse idriche, sismicità indotta, vapori inquinanti emessi in atmosfera perché non tutti condensabili e non reiniettabili…) non c'è dubbio che tutte le valutazioni economiche sono state negative. Facciamo espressamente riferimento a quelle prodotte dalle organizzazioni economiche di categoria, esistenti sul territorio di Montenero, che si sono espresse negativamente, con Osservazioni e Opposizioni formali al progetto”.
Secondo Nogesi “a Roma il parere dei locali produttori di vino e di olio, le categorie sindacali degli imprenditori agricoli e coltivatori diretti, del turismo e della cultura non hanno avuto valore, come non hanno avuto valore il parere dei rappresentanti del popolo eletti nei rispettivi consigli comunali e quelli espressi dai tanti residenti, che si sono autotassati per presentare i loro ricorsi. L'aspetto più paradossale è che il Governo ha voluto definire la geotermia un settore industriale di interesse strategico nazionale per il “rilancio dell'economia” quando il distretto della Val di Cecina, dove la geotermia si è sviluppata da circa cento anni, è stata di recente definita area depressa, di crisi economica, bisognosa di sussidi pubblici, perché ha fatto registrare i redditi più bassi della regione e la popolazione più anziana per l'emigrazione di tutti i giovani. Prova evidente che la Geotermia elettrica non produce lavoro e ricchezza”.
A questo punto, il Ministero deve decidere con l’intesa della Regione. “Se non c’è l’intesa non si può autorizzare l’impianto pilota”, dice Nogesi.
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