Toscana
Sentiti gli amici di Claudio
Morto dopo l’aggressione: le indagini dei carabinieri
SORANO. Non c’è ancora un nome iscritto nel fascicolo che il sostituto procuratore Marco Nassi ha aperto dopo la morte di Claudio Carrucoli. Ma ci sono i carabinieri che stanno andando avanti e che nei giorni scorsi hanno sentito alcuni amici del quarantatrenne che non è riuscito a sopravvivere all’intervento al quale era stato sottoposto all’ospedale di Grosseto. Claudio Carrucoli era stato ricoverato l’11 settembre e al personale del Misericordia aveva spiegato di essere stato aggredito la sera prima. Viveva a Montebuono con i genitori anziani e la sera dell’aggressione aveva cenato fuori con due amici.
Anche loro sono stati ascoltati dai carabinieri di Pitigliano che stanno svolgendo le indagini per scoprire chi (ma anche perché) abbia picchiato Carrucoli.
Lui aveva parzialmente ricostruito quello che era successo la sera prima di arrivare al Misericordia anche sulla sua bacheca di facebook: «Siamo stati aggrediti in una stradina isolata, non so chi erano, era buio». E le stesse parole l’uomo le avrebbe dette ai militari che sono andati a sentirlo all’ospedale.
Ma chi e perché ha ridotto l’uomo in quel modo? Carrucoli era conosciuto e ben voluto da tutti nel borgo dove viveva. «C’è una delicata indagine della magistratura - dice la sindaca Carla Benocci - e noi aspettiamo i risultati sperando che arrivino velocemente, anche per far cessare le tante voci che girano nella comunità». La giunta e la sindaca hanno voluto esprimere la loro solidarietà e vicinanza alla famiglia di Carrucoli, che ha lasciato i genitori anziani e una sorella.
A Sorano e a Montebuono gli abitanti si conoscono tutti e la morte del quarantatreenne che sarebbe stato aggredito proprio nel borgo nel quale viveva ha suscitato una grandissima commozione.
Ieri, nella frazione, le chiacchiere si erano affievolite e i militari hanno potuto continuare a fare il proprio lavoro per chiudere il cerchio intorno alla persona o alle persone che hanno picchiato l’uomo.
Francesca Gori
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