La protesta
È l’ora della fusione, nasce Tema
Atto decisivo per il concentramento dei tre istituti di credito cooperativo esistenti in provincia
GROSSETO. È un passaggio storico per gli istituti di Credito Cooperativo della Maremma: un vero e proprio matrimonio di interessi. Oggi migliaia di soci delle tre banche di Pitigliano, la Banca della Maremma e quella di Saturnia e Costa d'Argento, si riuniscono in assemblea generale per approvare definitivamente la fusione. E diventare così finalmente Banca Tema, l’acronimo che significa banca delle Terre Etrusche e di Maremma.
Un atto decisivo quello del passaggio in assemblea, come da statuto, che non dovrebbe nascondere nessun trabocchetto per l’esito finale favorevole. Ma come tutti gli sposalizi di un certo rilievo, le cose da fare sono ancora tante, con gli attori principali già impegnati da mesi a disegnare il piano industriale, con gli ultimi dettagli da sistemare. Il grosso è stato comunque fatto, con le cariche decisionali prese da tempo. Ancora poche ore, come si legge nel comunicato stampa congiunto dei tre istituti, e il progetto di fusione per unione sarà effettivo con l’approvazione, e passato al vaglio decisivo delle assemblee dei soci delle rispettive banche.
«Un progetto a cui le tre banche lavorano già da tempo - ha spiegato Stefano Conti, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano - Tre istituti, sani, che si uniscono per creare un nuovo soggetto bancario in grado di supportare, con maggiori potenzialità e risorse, lo sviluppo dell'economia locale, mantenendo salde radici e forti legami con le comunità di riferimento». La nuova Banca Tema sarà operativa dal 1 novembre, ad appena un anno esatto dal primo atto ufficiale che ha siglato l’inizio del percorso di fusione. Era il 9 ottobre 2015 quando i tre presidenti delle rispettive Bcc si incontrarono a Pitigliano per firmare la lettera di intenti e informare in merito al progetto tutti i collaboratori delle tre banche riuniti per l’occasione. Il progetto di aggregazione è nato dalla consapevolezza dei vertici delle tre banche che il contesto economico, quello normativo e regolamentare, l’evoluzione del mercato bancario e le esigenze dell’economia del territorio di riferimento, richiedono una struttura di banca locale differente e con differenti strategie per affrontare le difficoltà presenti. Offrire insomma gli strumenti necessari per un futuro di crescita. L’unione di tre realtà cooperative forti e profondamente radicate nei tessuti economici locali e nelle proprie comunità di riferimento ha rappresentato dunque la soluzione migliore per affrontare le criticità attuali.
«L’operazione è già stata autorizzata da Banca d’Italia lo scorso 8 agosto 2016 - sottolinea Francesco Carri, presidente della Banca della Maremma - Abbiamo elaborato un piano industriale approvato dall’organo di vigilanza, dal quale emergono chiaramente le utilità di questo progetto per tutti gli stakeholders, per i soci, i clienti, i dipendenti e più in generale, per tutte le nostre comunità locali». Il passo successivo è appunto l’approvazione del progetto di fusione da parte delle compagini sociali delle rispettive banche durante l’assemblea straordinaria, che si avvarrà del nuovo regolamento elettorale ed assembleare deliberato il 5 luglio dalle assemblee dei soci delle singole banche. Un evento epocale dunque, che vedrà la creazione di un nuovo soggetto bancario rafforzato negli assetti organizzativi e patrimoniali, forte delle esperienze maturate dalle tre banche e dalla loro storia, ma allo stesso tempo più efficiente di quanto queste ultime già non fossero singolarmente.
Occorrerà poi deliberare in merito all’adozione delle politiche di remunerazione della nuova banca e di stabilire i compensi per i componenti del cda, dell’esecutivo e del Collegio sindacale che saranno determinati secondo criteri di sana e prudente gestione delineati dalla Banca d’Italia, nel rispetto della trasparenza necessaria ad una buona governance. Durante l’assemblea saranno poi designati i componenti del nuovo Consiglio di amministrazione di Banca Tema, del Collegio sindacale e del Collegio dei probiviri, organi questi che diventeranno operativi a partire sempre dal 1 novembre 2016 e che saranno fortemente impegnati a garantire un futuro di crescita al territorio e alla collettività. «La nuova Banca Tema sarà in grado di sviluppare una più completa copertura nei servizi di intermediazione finanziaria per le famiglie e per le imprese e allo stesso tempo potrà accrescere le opportunità di valorizzazione sociale e culturale dei territori di riferimento» ha affermato Fernando Antonio Andreini, presidente della Banca di Saturnia e Costa d’Argento.
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