Italia
Un centro per i disturbi alimentari
Castiglione della Pescaia: al Casa Mora aperto il cantiere che porterà alla prima struttura del genere in Toscana
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Come previsto nei tempi stabiliti, è stato aperto il cantiere per la costruzione del nuovo centro di cura a Casa Mora: la struttura si occuperà della Dca, i disturbi del comportamento alimentare, e sarà all’avanguardia, il primo di questo genere in Toscana.
A promuovere il progetto è stata la Regione Toscana, che lo aveva inserito nel piano sanitario, per “l’alimentazione e la salute”, ed era già proprietaria dell’area. I lavori ammontano a circa 2.600.000 euro e quello di Castiglione diventerà dunque uno dei centri più importanti del centro Italia, dopo quelli già esistenti, sempre pubblici, a Pellegrino Parmense (Parma), Portogruaro (Venezia), Todi (Perugia), e privati a Firenze, Lido di Camaiore (Lucca) e Arcugnano (Vicenza).
Il sindaco Giancarlo Farnetani, oltre a dirsi soddisfatto dell’inizio dell’opera come promesso, ha sottolineato: «La nuova struttura per la cura dei disturbi alimentari porterà sicuramente lavoro, e diventerà un centro importante di accoglienza e cura – ha detto il primo cittadino visitando il cantiere – Questo progetto parte da lontano e oggi finalmente è stata messa la prima pietra, che oltre a riqualificare l’area di Casa Mora, consentirà al nostro territorio di avvalersi di una residenza di eccellenza, in un settore strategico come quello socio-sanitario. Mi preme ringraziare il direttore dell’Usl, il dottor Enrico Desideri, e l’assessore regionale Stefania Saccardi, che hanno dato l’impulso per far partire l’opera. Un ringraziamento anche ai tecnici comunali per aver completato in modo rapido le procedure urbanistiche, e a quelli dell’Usl grossetana per aver con professionalità attivato quelle di loro competenza».
Il consigliere al sociale Sandra Mucciarini ha invece aggiunto: «Quest’opera sarà un aiuto concreto per tante persone e famiglie, per risolvere problematiche legate all’alimentazione che colpiscono sempre più fasce d’età, dagli adolescenti ai giovani. Una struttura all’avanguardia con figure professionali di alto livello, in un ambiente di grande impatto e sicuramente tranquillo e adeguato alla malattia».
I lavori riaggregheranno in un unico corpo di fabbrica gli edifici esistenti, con due nuclei residenziali: 23 le camere previste, con bagni controllati e 3 postazioni per gli infermieri. Sui due piani della struttura insisteranno le aree per la terapia, quelle di supporto e socializzazione; così come in esterno, dove è previsto anche un orto vicino alla cucina con giardino delimitato.
Per la costruzione e ristrutturazione saranno usati materiali rispettosi del luogo che richiamano alle tipologie antiche, con gli stessi ambienti sia esterni che interni pensati come supporto al processo di cura, per una visione multidimensionale del benessere del paziente: per esempio con un uso terapeutico dei colori, che rimodellano lo spazio e la luce che influenza gli stati depressionali.
Inoltre ogni camera avrà una regolazione per il riscaldamento, e sul tetto sarà installato un impianto fotovoltaico da 20 kWp, con il recupero delle acque piovane per l’irrigazione. In totale l’area si estende su circa 10 ettari di superficie, con quella coperta di circa 600 metri quadri per una volumetria di circa 3000 metri cubi.
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