Toscana
Tracciabilità dei grani per i produttori
Sani rassicura: «Il governo sta incentivando il sistema di etichettatura per garantirne la provenienza»
ROCCALBEGNA. Tracciabilità grani, spina nel fianco dei produttori. Uno dei problemi su cui Tiziano Momini presidente sezione Coldiretti Roccalbegna, punta l'accento, con la questione latte, ungulati e predazioni, è la tracciabilità del grano duro: «Coldiretti, invece di occuparsi di questo gravissimo problema che per noi significa trovarci sul groppone migliaia di tonnellate di grani esteri - dice - gioca al gioco del referendum. Meglio farebbe a garantirci e lavorare perché sia tracciato il prodotto principe della maremma». Ma i vertici di Coldiretti, invece, esibiscono gli obiettivi raggiunti: «Con l'etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta si cambia direzione, in una situazione in cui un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che il consumatore lo sappia», afferma il direttore della Coldiretti di Grosseto, Andrea Renna, in occasione dell'annuncio fatto dal premier Matteo Renzi che si è impegnato a fare in modo che venga essere riconosciuta come Made in Italy la pasta fatta con grano italiano. E poi: «In pericolo - precisa Renna- non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy. Sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall'estero e di queste 1,2 milioni di tonnellate arrivano dal Canada. Abbiamo realizzato oltre 20 assemblee e incontri di sezione dal mese di agosto sino ai giorni scorsi dopo la mobilitazione del luglio scorso sotto il Ministero delle politiche agricole. Le risposte per i nostri soci e per tutti gli imprenditori arriveranno solo attraverso l'etichettatura».
E su questo scottante argomento, è di tre giorni fa l'annuncio del presidente della Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani: «Il governo - avverte il deputato - è impegnato a incentivare un sistema etichettatura che garantisca provenienza e qualità di frumento, farina e fecola. Indirizzo che guarda ai progetti di filiera come quello di Granai di Toscana». Sani insiste sul fatto che «occorre sostenere e incentivare l'istituzione di un sistema di tracciabilità fino all'etichettatura, in particolare della pasta di grano duro. È quanto chiede al governo la risoluzione approvata in commissione Agricoltura a prima firma della deputata Pd Colomba Mongiello», specifica Sani che riconosce che «negli ultimi anni la redditività delle produzioni di grano duro in Italia si è costantemente ridotta con prezzi di vendita sempre più bassi per gli agricoltori. Nello stesso tempo, il mercato globale del grano duro sta marginalizzando i cerealicoltori, con l'Italia che dipende dall'estero per il proprio fabbisogno. Ma il piano cerealicolo nazionale, approvato in conferenza Stato-Regioni a novembre 2009-chiude- non è ancora stato reso esecutivo». (f.b.)
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