Gioco
Mancano le insegnanti Mamme e bimbi in piazza
Protesta per la scuola a Montieri, gli alunni invadono la sala del consiglio La preside e il sindaco: «La prossima settimana la situazione sarà normalizzata»
MONTIERI. «Montieri Comune disagiato ma non per questo ultimo: vogliamo i prof», recitava lo striscione sventolato ieri mattina dai bambini del piccolo centro delle Colline Metallifere. Alle 8.30 non mancava nessuno davanti alla scuola media Enrico Fermi: c’erano gli alunni, i loro genitori, le poche insegnanti rimaste ma anche la preside Marcella Rossi e il sindaco Nicola Verruzzi con l’assessora Mariaelena Signorini.
Tutti insieme hanno manifestato per un diritto fondamentale: quello all'istruzione. Infatti, sebbene la prima campanella sia suonata il 15 settembre, a Montieri mancano ancora ben 9 degli 11 insegnanti che dovrebbero seguire i circa 90 studenti iscritti tra asilo, elementari e medie. «I nostri figli vivono già una situazione scolastica particolare – ha detto Consuelo Querci, una delle tante mamme intervenute – sono inseriti all'interno di pluriclassi e manca anche la maestra di sostegno, la situazione è grave non possiamo ritardare oltre».
La protesta si è poi spostata nella sala consiliare dove gli studenti si sono seduti sugli scranni. Lì preside e sindaco hanno spiegato che il problema di Montieri è lo stesso che si sta sentendo a livello nazionale, solo più accentuato dalla posizione geografica del piccolo Comune: «non ci dobbiamo accontentare del “mal comune mezzo gaudio” – ha detto il sindaco Verruzzi – quando ci sono problemi a livello nazionale nei Comuni come quello di Montieri le sensazioni di amplificano e noi ci sentiamo relegati, in qualche modo, al rango di cittadini inferiore; questa sensazione non deve prendere il sopravvento perché sono convinto che la situazione si risolverà presto e, in caso contrario, ci attiveremo con ogni mezzo a nostra disposizione». Ma Verruzzi non si è fermato alla sola protesta in piazza decidendo di scrivere anche una email indirizzata direttamente alla ministra dell'Istruzione Stefania Giannini: «comprendo appieno quanto il momento sia complesso e come una riforma varata poco tempo fa necessiti di tempo per mostrare i propri effetti – recita una parte della lunga lettera – Il mio ruolo mi impone però di tutelare i miei cittadini sopra ogni altra cosa, soprattutto quelli più deboli ed indifesi come i nostri ragazzi, e di adoperarmi, con tutte le mie forze, affinché una condizione di ordinarietà e di normalità venga ristabilita al più presto. Mi rattrista assistere impotente – continua il sindaco – abbiamo deciso di investire gran parte del bilancio comunale in investimenti sulle nostre scuole, in lavori che ci hanno consentito e ci consentiranno di offrire ai nostri ragazzi strutture sicure e antisismiche. Oggi, però, guardo la nostra scuola mi chiedo quando tutto questo si ristabilirà».
Ma la giornata di protesta e le parole del sindaco non sembrano essere state vane. Ieri pomeriggio è infatti arrivata la rassicurazione da parte del Ministero e dal Provveditorato di Grosseto: in breve tempo, ed entro la prossima settimana, la situazione si dovrebbe risolvere in via definitiva.
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