Sicurezza
Furti nelle ville e nozze false, a giudizio
A gennaio si apre il processo per i componenti della famiglia sinti Alasia- Cavazza: accusati di 40 colpi
GROSSETO. Aspettavano che le abitazioni fossero vuote. Controllavano i movimenti dei proprietari degli appartamenti, poi entravano in azione. Sapevano dove e quando colpire ed era difficile che venissero via a mani vuote dopo aver individuato i loro obiettivi. Una famiglia di sinti, nati quasi tutti in Italia che da sempre vivono a Grosseto in ville di lusso abusive, viaggiano con auto di grande cilindrata e cenano quasi sempre al ristorante. I carabinieri di Grosseto sono stati alle loro costole per anni, finché, il 31 marzo li hanno arrestati. Ora per 14 di loro si apriranno le porte del tribunale di Grosseto, dove l’11 gennaio nell’aula di Assise si svolgerà il processo in composizione collegiale. Associazione a delinquere e furto aggravato sono i capi di imputazione contestati ai componenti della famiglia Alasia-Cavazza, famiglia strutturata seguendo le vecchie regole del matriarcato: in cima alla piramide ci sono Paolo Alasia e la moglie Mariuccia Alafleur, subito sotto la figlia di lei Angela e a seguire tutti gli altri figli della coppia, con i mariti, le mogli, i nipoti. Ville svaligiate, esercizi commerciali, agriturismi erano gli obiettivi principali della banda che aveva utilizzato anche minori per commettere questi reati, oltre ad aver anche organizzato un falso matrimonio per intascare 10.000 euro. Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo sono cominciate nel 2014: sono state utilizzate intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a quelle video. I carabinieri, che si erano accorti che in città venivano commessi furti, hanno scoperto 40 episodi commessi in città e in provincia, oltre ad alcuni in Sardegna, dove prendevano di mira le ville della Costa Smeralda. Episodi che sono avvenuti tra il 2010 e il 2015.
I sinti che abitano a Grosseto nella zona di via Scansanese, dove hanno realizzato ville abusive per le quali sono già state emesse ordinanze di demolizione, che andranno a giudizio sono: Mariuccia Alafleur, Angela Alafleur, Angelo Alasia, Margherita Alasia, Mariolino Alasia, Mery Alasia, Orlando Alasia, Paolo Alasia, Silvano Alasia, Kevin Cavazza, Emanuele Cherubini, Pamela Fè, Alina Elena Rusu.
Per tre di loro, Mariolino Alasia, Silvano Alasia e Kevin Cavazza (difesi i primi due da Riccardo Lottini, il terzo da Massimiliano Arcioni), è stata stralciata la posizione rispetto a un furto avvenuto a Punta Ala, del quale si dovrà occupare il tribunale di Tempio Pausania, in sardegna, dove erano stati commessi diversi furti. (f.g.)
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