Italia
Sosta selvaggia davanti a scuola: è caos
A Grosseto auto sulle strisce o davanti agli scivoli per disabili. In via Monte Bianco i bambini scrivono cartelli di educazione stradale
GROSSETO. Il suv arriva all’incrocio, adocchia l’angolino davanti allo scivolo per disabili e alle strisce pedonali, fa qualche metro avanti, poi ingrana la retromarcia e si accomoda nello spazio riservato a pedoni e carrozzine. Ne esce un uomo. «Scusi, pensa di aver fatto un bel parcheggio?». Nessuna risposta. «Scusi, ma sa che ha parcheggiato sulle strisce». Si spazientisce (addirittura), bofonchia qualcosa, torna indietro, sale in auto e se ne va.
Quel posto, vietato alla sosta, rimarrà vuoto per poco tempo. Nel giro di venti minuti, ieri, all’uscita da scuola dei bambini della scuola primaria di via Monte Bianco, si sono contate quattro auto e un furgone parcheggiati lì da mamme e babbi venuti a prendere i figli.
Sosta selvaggia. La sosta selvaggia davanti alle scuole per accaparrarsi il posto più vicino, la mattina all’entrata e durante il giorno all’uscita, è scena quotidiana di quasi tutte le scuole grossetane. E non solo. Dagli ingorghi in via Sicilia alle auto parcheggiate fino intorno alla vasca di piazza Rosselli, dal caos in via Garigliano ai grossi disagi a Istia d’Ombrone, l’arrembaggio dei genitori che arrivano in auto fin sotto i cancelli delle scuole e se ne infischiano delle regole della strada – e di dare il buon esempio ai figli – paralizza due volte al giorno le strade intorno ai plessi e mette a rischio l’incolumità degli stessi bambini.
«Mio figlio ha rischiato». Due giorni fa proprio in via Monte Bianco una mamma, Eleonora Guidotti, stanca di vedere le macchine lasciate a sbarrare gli scivoli e a coprire le strisce, dopo vane proteste si è seduta sul cofano di un’auto e ha chiamato i vigili urbani. Per tutta risposta la mamma al volante ha chiamato la polizia, minacciando denunce. Alla fine la cosa si è risolta, ma non si è risolto il problema in generale.
«È pericoloso per i bambini – spiega Guidotti –. Molti di loro hanno lo zaino con il carrellino e non possono scendere dal marciapiede. Per attraversare la strada, poi, non possono passare sulle strisce, perché ci sono le auto sopra. È una situazione insostenibile, ho fatto decine di segnalazioni ai vigili, ma dicono che non hanno personale». «Martedì una jeep per poco non prende mio figlio di 6 anni – tuona Salvatore Stomeo –. Non c’è sicurezza, non si vedono vigili».
Proteste in città e a Istia. Proteste anche nei dintorni di piazza Brennero, dove c’è la scuola Sant’Anna e dove i genitori non si fanno scrupoli a parcheggiare davanti ai cancelli e ai garage e si prendono tutto il tempo per accompagnare i figli fin dentro la scuola, incuranti di chi la mattina deve andare al lavoro.
E proteste a Istia d’Ombrone. «La piazza adiacente alle scuole e le vie intorno alla scuola sono completamente intasate – scrive alla redazione Giampiero Ceccarelli, un abitante della zona – . Sono già successi vari incidenti. E se dovesse passare un mezzo di soccorso con un paziente grave a bordo? Non sarebbe il caso che un vigile fosse presente a regolare il traffico?».
Scuolabus, questo sconosciuto. E forse sarebbe il caso che chi è al volante riflettesse un attimo sul proprio comportamento. Del resto moltissimi genitori, che pure usano l’auto per accompagnare i figli, la lasciano più lontano dalla scuola e si avvicinano a piedi, evitando ingorghi e nervosismi.
Un numero irrisorio di famiglie, invece, manda i figli a scuola con lo scuolabus. In via Monte Bianco su 330 bambini iscritti, appena quattro o cinque usano lo scuolabus. L’autista del pulmino conferma che nelle cinque scuole da lui servite c’è una media di tre, quattro bambini a plesso che usano il servizio.
«Lo scuolabus? Ma non c’è», dice una mamma. «No, preferisco venire a prendere mio nipote di persona», dice un nonno. Risultato: a parte le famiglie che abitano nei pressi della scuola e a parte lo sparuto gruppetto che va con il pulmino, la quasi totalità dei bambini e delle bambine della scuola di via Montebianco si muove sulle auto di genitori e nonni. Trecento auto per i pargoli che confluiscono in zona due volte al giorno, più una trentina di auto di insegnanti e custodi. Uno scenario che si ripete pressoché ovunque.
La campagna dei bambini. «Il problema si è posto da circa due anni – spiegano dalla direzione della scuola di via Monte Bianco – quando la popolazione scolastica è aumentata, e non affligge solo la sede di via Monte Bianco ma anche altri plessi del comprensivo 6, come via Garigliano o la Galileo Galilei. È un problema di sensibilità e di educazione civica. Parcheggiare negli stalli per disabili e sulle strisce pedonali fa sì che attraversare diventi un pericolo». La scuola è poi frequentata anche da bambini con difficoltà motorie, quindi quegli stalli devono davvero rimanere liberi. «Due anni fa abbiamo chiesto alla Municipale un presidio con volontari o vigili, e di rifare le strisce – spiega ancora la scuola –. Il Comune ci è sempre venuto incontro, ma i vigili hanno carenza di personale».
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Il colmo della vicenza è che, per cercare di convincere i loro genitori a non essere degli incivili al volante, i bambini hanno disegnato dei cartelli con su scritto «Prima pensa, poi parcheggia» e altri slogan, e li hanno attaccati alla ringhiera della scuola. Ma, a quanto pare, ancora molti genitori non hanno imparato a leggere.
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