Sicurezza
La misteriosa lapide da proteggere
Un’incisione in latino, fatta forse con una baionetta, bistrattata dai visitatori
ARCIDOSSO. L’iscrizione in latino che si trova sul monte Labro e che il consigliere di minoranza del Comune di Arcidosso, Corrado Lazzeroni, chiede al Comune di salvare, è sempre stata oggetto di studi, ma mai nessuno è risalito all’autore. Molti pensano che sia stata la baionetta di un ufficiale tedesco a incidere la lapide.
L’incisione, tradotta, suona così: «Se vivrò, se vivrai, qui un giorno ritorneremo, fuggendo gli uomini e il loro dolore, perché finalmente con una sola voce e un’anima sola, terminato ormai il lungo cammino, potremo più forte gridare alle stelle».
La strofa è un inno al monte di David, che mette in evidenza la solitudine e la suggestione di un luogo unico per la sua bellezza quasi lunare e la sensazione di toccare le stelle dalla cima della torre.
Lazzeroni osserva che «durante il passaggio del fronte i tedeschi avevano posizionato nei pressi della sommità una postazione di mortai. Chi conosce la zona sa che la visibilità è totale a 360 gradi. Da lì nelle giornate chiare di tramontana si vedono a occhio nudo il monte Argentario, l’isola del Giglio, Civitavecchia, il Gran Sasso. E se non ci fosse in direzione nord est il massiccio del Monte Amiata il panorama sarebbe più completo in lontananza».
Ritrovare la posizione della pietra non è stato facile «in quanto – spiega Lazzeroni – ci sono visitatori che si divertono a costruirvi piramidi di sassi non pensando che col loro gesto la storica scritta potrebbe essere rovinata».
Fonti storiche tramandate a voce la fanno risalire a un ufficiale tedesco che con la punta della baionetta pare abbia inciso in latino un suo pensiero.
«La spiritualità di quel luogo ispira riflessioni profonde ed emana se raccolta, una positività non comune», dice Lazzeroni che chiede, dunque, idonea copertura con materiale trasparente e infrangibile sulla pietra. (f.b.)
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