Il Tirreno

Grosseto

Appello per salvare il monte Labro

di Fiora Bonelli

I ruderi della comunità di David Lazzaretti coperti di erbacce e a rischio crollo: Lazzeroni lancia l’sos

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ARCIDOSSO. Un appello per salvare quella lapide poetica e i ruderi e l’ambiente di monte Labro. Il consigliere di minoranza del gruppo Insieme per Arcidosso, Corrado Lazzeroni, propone al consiglio comunale una mozione riguardante monte Labro chiedendo che venga messa in sicurezza una storica scritta che alcuni dicono sia stata incisa da un ufficiale tedesco con la baionetta.

La mozione propone che l’amministrazione predisponga perizie per consentire una manutenzione annuale per mantenere i resti della comunità giurisdavidica in modo che siano fruiti dai visitatori e per evitare pericoli. Lazzeroni chiede anche che sia resa visibile e fruibile la zona che David Lazzaretti utilizzava come orto.

La richiesta arriva dopo che tantissime sono ormai le proteste da parte di cittadini e turisti riguardanti Monte Labro a cui non è più possibile nemmeno accedere per le rovinose condizioni della strada e dove i ruderi del regno terreno del profeta dell’Amiata, ripristinati anni or sono, stanno di nuovo cedendo al tempo.

«Colpisce – dice Lazzeroni – lo stato di completo abbandono delle zone antistanti la sommità della torre, totalmente ricoperte di alte erbacce secche. L’unico accesso certo e rilevabile sono le probabili tracce del mezzo che giornalmente percorre nel periodo estivo questo tratto per effettuare il servizio antincendio. Una situazione ambientale diversa, certo, da quella dello scorso anno in occasione dello spettacolo di Simone Cristicchi. Un altro mondo».

Lazzeroni ricorda che la situazione drammatica di Monte Labro non è nuova. «Di fronte allo stato di degrado in cui versava da anni il Monte Labro – dice – nella primavera del 2001 il Comune, anche in considerazione delle lamentele avanzate dai numerosi visitatori, inserì nei suoi programmi il recupero della Torre e dei ruderi. A tal scopo fu approvato un progetto preliminare di 125.000 euro».

Il progetto costituiva un primo stralcio e fu finanziato, per l’85 per cento, con contributo della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena e per il restante 15 con fondi del Comune. Il 2 maggio 2003 fu redatto il progetto esecutivo delle opere (primo stralcio) che, previa approvazione della Soprintendenza per i Beni ambientali e architettonici di Siena, vennero successivamente appaltate e eseguite. «Le opere furono terminate nel 2004 – dice Lazzeroni – e consentirono un primo recupero dei ruderi degli edifici realizzati sul Monte Labbro tra il 1869 e il 1875 da David Lazzaretti». Altri e successivi stralci non ve ne sono stati, ma non solo. «Il Comune di Arcidosso – dice Lazzeroni – non ha più effettuato neppure la manutenzione delle strutture recuperate, così che coil passare del tempo hanno subito un lento e costante deterioramento, un degrado tale da provocare il distacco di alcune pietre e il lesionamento di alcune murature che potrebbero crollare rendendo così vano il primo intervento di recupero».

Il consigliere mette infine in guardia: lo stato di abbandono potrebbe essere causa di incendio delle sterpaglie e suggerisce di installare una web cam che trasmetta sul sito web del Comune.

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