Sicurezza
Marras: «Io qui la centrale non la farei»
A Magliano assemblea sugli impianti geotermici. Barocci (rete Nogesi): «Governo in ritardo di un anno sulla mappatura»
MAGLIANO. «Io qui un impianto geotermico non lo farei mai». Non ha usato giri di parole Leonardo Marras, capogruppo in consiglio regionale per il Pd, davanti ai tantissimi (circa 150 persone) che lunedì sera hanno affollato l’assemblea organizzata a Magliano dal Comitato per la difesa del territorio di Magliano e dal Comitato Sos Geotermia di Scansano. Presenti, tra gli altri, anche il sindaco Diego Cinelli, rappresentanti di Cia e Coldiretti e della rete antigeotermica Nogesi.
Magliano è interessata da due progetti di centrali geotermiche a media entalpia (progetto Pereta di Futuro Energia e parte del progetto Pomonte di Terra energy) e Scansano da tre (Scansano di Futuro energia, Pomonte di Terra energy e Murci di Enel Green power).
Gli abitanti e gli imprenditori del vino e delle tante eccellenze locali sono preoccupati sia per l’impatto sul paesaggio – le colline puntellate di filari tra l’Amiata e il mare – che per i rischi per la falda acquifera, visto che le centrali succhiano fluido caldo in profondità oltrepassando le falde acquifere.
I comitati stanno combattendo una battaglia serratissima contro la Regione Toscana che nel suo Piano ambientale ed energetico regionale ha previsto di aumentare di 150 Mw la potenza geotermoelettrica in Toscana. Risultato, 18 permessi di ricerca nel Grossetano, 34 in tutta la regione.
E proprio a Marras sono rivolte le speranze di chi abita questi territori. Il capogruppo pd, ex presidente della Provincia di Grosseto, nelle scorse settimane ha presentato una mozione per impegnare la giunta ad ascoltare di più le popolazioni locali. Lunedì è andato oltre. «La Regione si è trovata all’inizio molto impreparata e ora cerca contromisure», ha detto. Ma soprattutto ha riconosciuto quello che la rete Nogesi dice da tempo, e cioè che manca ancora una mappa delle zone idonee e non idonee allo sfruttamento.
«L’allegato 4 del Paer va integrato», ha detto Marras. Mentre, infatti, per gli impianti eolici, a biomasse e fotovoltaici a terra la Regione ha individuato aree non idonee, la geotermia può essere sfruttata ovunque. Perfino in posti come la campagna di Magliano e Scansano. «La commissione – ha detto Marras – sta elaborando i criteri, ma non è così semplice definire le aree, perché dal punto di vista paesaggistico si deve lavorare di cesello».
Per la rete Nogesi il problema però non è solo il paesaggio. Roberto Barocci è preoccupato per l’impatto sulle falde. «La Regione Lazio ha sospeso tutte le procedure per autorizzare le concessioni per la ricerca e la coltivazione delle risorse geotermiche fino alla predisposizione di una carta idrogeotermica», ha detto. Ad aprile 2015 le commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera avevano impegnato il governo, di lì a sei mesi, a 12 azioni per la geotermia, tra cui la zonizzazione e la revisione del meccanismo di incentivi alle aziende. «Siamo in ritardo di un anno», ha detto Barocci.
Cinelli ha ribadito di non essere contrario a priori alla geotermia, «ma Pereta per l’impatto paesaggistico è il posto più sbagliato. Al 99,9% il comune di Magliano non è idoneo perché ci sono turismo ed eccellenze agroalimentari. Ma se servisse sono pronto a indire un referendum». Intanto Futuro energia ha finito le perforazioni.
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