Il Tirreno

Grosseto

Landi in pole per la presidenza del Fiora

di Gabriele Baldanzi
Landi in pole per la presidenza del Fiora

Centrodestra d’accordo purché la nuova sede non sorga più nella piazza della Stazione: indicato l’ex Garibaldi

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GROSSETO. Il Pd ha scelto. A meno di sorprese dell’ultima ora sarà Emilio Landi, già direttore di un salumificio e poi primo cittadino di Arcidosso tra il 2004 e il 2014, a ricoprire il prestigioso e ambito incarico di presidente di Acquedotto del Fiora.

L’assemblea dei soci della spa, convocata per venerdì 30 settembre, dovrebbe ratificare in quella data i nomi dei nuovi vertici pubblici e privati: presidente, presidente vicario (che spetta a Siena) e consiglieri politici e industriali. Proprio a Siena, però, circola voce che alcuni sindaci potrebbero chiedere una ulteriore proroga, perché sui nomi del nuovo cda non c'è intesa.

Beghe nel Pd. Il nome di Landi era uscito nei giorni scorsi da una riunione a cui hanno partecipato quasi tutti i sindaci di centrosinistra della provincia di Grosseto. Alla fine, ancora una volta, sembra averla spuntata l’Amiata a danno del capoluogo, in nome di un diritto (l’acqua sgorga dalle sorgenti del monte) che oggi fa sorridere. Ma soprattutto, come evidenziavano ieri alcuni esponenti del Pd grossetano, molto insoddisfatti per questa decisione, «ancora una volta si mettono da parte le competenze richieste, ragionando senza prospettiva, se non quella - da parte di alcuni maggiorenti del partito - di trarne vantaggi in vista del congresso». Venerdì scorso, di questi temi si è parlato anche nella nuova segreteria provinciale, con il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, che ha avuto un serrato scambio di vedute con il consigliere regionale Leonardo Marras.

Non rispettato l'articolo 17. La nomina di Landi non unisce. Anzi, farà discutere. E certo non aiuterà a pacificare il partito. La società Acquedotto del Fiora è governata da un consiglio di amministrazione composto da un numero di membri non inferiore a cinque e non superiore a nove, «di cui sia comprovata la specifica competenza nel campo delle pubbliche utility gestite in forma imprenditoriale». Lo dice l’articolo 17 dello statuto del Fiora, escludendo di fatto un curriculum come quello di Landi.

Landi a Roma con Simiani. Ieri mattina, intanto, Landi è andato a Roma - accompagnato dal segretario provinciale del Pd Marco Simiani e da quello regionale Dario Parrini - per conoscere l’amministratore delegato di Acea, Alberto Irace. Acea, socio industriale della spa, dopo i problemini vissuti a Grosseto negli ultimi tre anni, aveva chiesto rassicurazioni e un cambio di rotta. Nascerebbe da qui l’avvicendamento, dopo un solo mandato (fu nominato nell'estate del 2013), del presidente in scadenza Tiberio Tiberi, in quota Pd-Amiata. Non si è andati a conferma proprio perché Tiberi, in questi tre anni, pur avendo il Fiora ottenuto discreti risultati (a partire dai bilanci), ha scavato un solco nelle relazioni con il socio privato, che spesso ha letto come intrusioni, invasioni di campo, alcune uscite del presidente.

Proposta choc del centrodestra. Nella composizione del nuovo cda pesano diverse variabili. Il centrodestra, per esempio, è cresciuto in termini percentuali nella torta della composizione societaria pubblica di Acquedotto del Fiora e adesso può contare su Comuni come Grosseto, Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio, Roccalbegna, Magliano in Toscana, più su possibili alleanze (sui nomi) con Piancastagnaio, Pienza e Colle val d'Elsa. In virtù di questa forza Antonfrancesco Vivarelli Colonna si sarebbe detto disposto a votare con la maggioranza (quindi designazioni concordate e accettate all’unanimità, senza arrivare alla conta) a patto che si riveda la destinazione della nuova sede del Fiora a Grosseto. Non più il piazzale della stazione, dove dovrebbe sorgere un edificio ex novo, ma un recupero del Garibaldi (stessa area), con una nuova progettualità. Una richiesta pesante, su cui al momento non risulta volontà di trattare.

Il risarcimento per Grosseto. E Grosseto? Ancora una volta la città e la sua classe dirigente restano a piedi. Probabilmente un contentino per il Pd locale arriverà con Aquaser, dove scade e rinuncia alla conferma il presidente attuale Claudio Ceroni. Ma anche qui bisogna tener conto della competenza, dei curricula. Oggi più che mai. Aquaser è un’impresa comune (80% di proprietà Acea) che opera nel settore dei servizi complementari del ciclo integrato delle acque e svolge un'attività di recupero e smaltimento dei fanghi di depurazione biologica e rifiuti derivanti dal trattamento delle acque reflue.

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