La manifestazione
Violazione dei sigilli Casella è alla prova
GROSSETO. Dovevano sfilare sei testimoni ma accusa e difesa si sono accordate per raccogliere e depositare al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi le dichiarazioni testimoniali rese in fase di...
GROSSETO. Dovevano sfilare sei testimoni ma accusa e difesa si sono accordate per raccogliere e depositare al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi le dichiarazioni testimoniali rese in fase di indagine dagli interessati. Praticamente nulla di fatto ieri al processo per la presunta violazione dei sigilli sulla nave Costa Concordia, che vede imputati l'ex custode, Franco Porcellacchia, l'allora rappresentante di Costa Crociere al Giglio, Franco Vettori, e (assente in aula) l'ex consulente di parte, Camillo Casella. I primi due accusati di aver consentito al terzo di salire a bordo quando la nave era ancora sequestrata e proprio poco prima degli accertamenti peritali che erano stati disposti dal Tribunale di Grosseto che stava celebrando il processo a Francesco Schettino, poi concluso con la condanna confermata in secondo grado. L'epoca della presunta violazione dei sigilli è quella del 23 gennaio 2014: Casella sarebbe entrato nella plancia di comando al ponte 8 e al locale del generatore diesel di emergenza al ponte 11, dove avrebbe testato meccanicamente gli interruttori del quadro elettrico.
Il processo è stato aggiornato ad aprile: in quella occasione sarà sentito l'unico testimone citato dalla difesa, il responsabile della sicurezza della nave. È stata anche espressa la possibilità che la Procura possa chiedere l’acquisizione di alcune conversazioni intercettate. I difensori Ermenegildo Costabile e Sergio Ravaglia ne hanno preso atto. Era il marzo 2013 quando gli indagati erano stati sottoposti a misure interdittive, dopo che uno dei periti incaricati dal Tribunale di effettuare i controlli sulla nave aveva detto che Casella si sarebbe vantato di essere salito a bordo
Nel frattempo, il giudice ha ammesso Casella alla messa alla prova, un istituto che sospende il procedimento e - una volta portato a buon fine - ed estinguerà il reato contestato. Una richiesta sollecitata dal difensore Simona Brizzi: Casella, del resto, ha già iniziato la sua opera all'associazione Stella Maris di Genova, che si occupa di assistenza degli equipaggi di marinai mercantili. Dodici mesi la durata, per 6 ore settimanali: la verifica della buona riuscita della messa alla prova sarà oggetto di un'udienza nel novembre 2017. (p.s.)
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