Sicurezza
«Vi ammazzo tutti Sono dell’Isis» Arresto convalidato
GROSSETO. Ha rischiato una condanna elevata, e anche la galera, Houssem Issa, il cittadino tunisino di trenta anni arrestato per resistenza con lesioni ai carabinieri che lo avevano fermato dopo che...
GROSSETO. Ha rischiato una condanna elevata, e anche la galera, Houssem Issa, il cittadino tunisino di trenta anni arrestato per resistenza con lesioni ai carabinieri che lo avevano fermato dopo che aveva dato in escandescenze lungo la strada. La richiesta della viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo si era attestata sul massimo dei 5 anni, da ridurre a 3 anni e 4 mesi per la scelta del rito abbreviato chiesta dal difensore Marco Fanti: più la misura di sicurezza dell'espulsione a causa della pericolosità. Tra l'altro, l'uomo avrebbe dovuto essere già fuori dall'Italia dopo che una sentenza del giudice di pace (inosservanza dell'ordine del questore) lo aveva condannato a settemila euro sostituiti proprio con l'espulsione. Il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto invece equa una pena di 2 anni, con il nulla osta per l'espulsione: Houssem è stato scarcerato ma tornerà verosimilmente il prima possibile in Tunisia, visto che si stanno per cumulare su di lui gli effetti di altre condanne e che dunque le porte del carcere potrebbero aprirsi presto e per un periodo non breve.
Era stata una mattinata movimentata quella di sabato: perché Issa prima avrebbe fatto il matto per la via (se l'era presa con i cartelli stradali e con il cancello della caserma) e poi aveva messo le mani addosso a un appuntato (sette giorni per un trauma alla mano destra) dei carabinieri che lo avevano portato in caserma per l'identificazione. Calci, ma anche sputi di sangue e saliva. «Vi ammazzo, siete dei bastardi. Vi scanno a tutti, sono dell'Isis. Verranno i miei fratelli musulmani per uccidervi a voi e le vostre famiglie. Faremo un gesto grande».
Issa era in chiaro stato di agitazione. E lo ha ammesso anche lui al giudice. Ma aveva un motivo: «Stavo scappando da alcuni sudamericani che mi hanno rubato i soldi», ha detto in aula. «Mi hanno anche picchiato», ha detto mostrando un livido. In ragione di questa causa, il difensore aveva sollecitato una pena molto più morbida. Prima di procedere al processo, il giudice aveva comunque disposto la convalida dell'arresto e il carcere.
Pierluigi Sposato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
