Il dolore
Morte travolte dalla piena Ordinato il processo
Omicidio colposo: il 6 marzo udienza per il sindaco di Manciano e il tecnico Laghi Sono imputati di omissioni in relazione agli interventi di protezione civile
MANCIANO. È stata un’udienza preliminare brevissima. La sostituta procuratrice Maria Navarro ha insistito nella richiesta di rinvio a giudizio, conosciuta dalle parti. L’avvocato Alessandro Antichi, parte civile per tutti i familiari, si è associato. L’avvocato Marco Calò, difensore dei due imputati, ha chiesto il non luogo a procedere. Il giudice Sergio Compagnucci ha disposto il processo. Udienza preliminare finita.
È rinviato alla fase del dibattimento pubblico - il 6 marzo prima udienza - il confronto tra accusa e difesa sulla morte di Graziella e Marisa Carletti, le due sorelle travolte dalla piena lungo la strada regionale 74, alla Marsiliana, il 14 ottobre 2014, mentre viaggiavano in auto. Un processo per il quale sono imputati per omicidio colposo (ieri non erano presenti, mentre c’era alcuni familiari delle sorelle) il sindaco di Manciano, Marco Galli (autorità di protezione civile), e il referente per il servizio in Comune, Furio Laghi.
In cooperazione tra di loro, sarebbero responsabili di omissioni: non sarebbero state garantite le condizioni necessarie affinché il personale del Comune che operava per la Protezione civile fosse sempre raggiungibile anche telefonicamente in caso di necessità. Quel giorno, l'emergenza era in atto e i dipendenti della protezione civile avrebbero dovuto essere raggiungibili, sia al telefono, sia in altro modo. La seconda omissione riguardera la presunta omessa pianificazione dei rischi presenti sul territorio comunale, senza aggiornamento del Piano intercomunale di protezione civile (dove avrebbe dovuto trovare posto la regionale). Non sarebbe inoltre stato fatto il censimento dei punti critici del territorio comunale e non sarebbe stato classificato formalmente come punto critico proprio quel tratto di strada nonostante che il Pai nel 2001 avesse rilevato come tale tratto fosse esposto ad alluvione ed avesse prescritto un adeguamento planoaltimetrico della stessa strada sia in località Sgrilla che Sgrillozzo. Anche il Comune di Manciano aveva incluso tale zona tra le aree di pericolosità idraulica elevata e già nel 2012 la valle dello Sgrilla era stata interessata da un evento alluvionale intenso da chiedere interventi di somma urgenza. Il 13 ottobre, il giorno prima della tragedia, era poi arrivata l'allerta meteo che segnalava “criticità moderata”, ma l'amministrazione comunale non aveva attivato un presidio territoriale nella zona della strada regionale 74. Ancora, tra le omissioni contestate anche quella che riguarda la procedura per la fase di attenzione del piano di protezione civile e, omissione imputabile a Laghi, quella di richiedere al sindaco Galli di attivare il centro operativo comunale consigliando la relativa configurazione opportuna per la gestione dell'evento nonostante appunto l'allerta meteo.
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