Sicurezza
Mancano gli insegnanti Si va a scuola per tre ore
Dalla materna alle superiori sono tanti i docenti non ancora nominati in provincia Il provveditore: «Organici completi entro una settimana, anche per il sostegno»
GROSSETO. Dodici giorni dopo la prima campanella, la battaglia per coprire gli organici scolastici continua. In quasi tutte le scuole della provincia di Grosseto (ma il problema è nazionale) risultano posti scoperti, docenti mancanti, orari incompleti. Dalla materna alle superiore arrivano segnalazioni di scuole dove la permanenza in classe è ridotta: tre ore al giorno, buchi, entrate posticipate e uscite in anticipo. Addirittura, in qualche caso, i ragazzi sono dovuti proprio rimanere a casa: è accaduto alla scuola media di Boccheggiano venerdì e sabato.
È una situazione che stanno vivendo gli studenti di ogni ordine e grado a causa delle carenze di organico e dei ritardi nelle nomine dei docenti. Insomma, un avvio al rallentatore, dovuto alle novità introdotte dalla cosiddetta Buona Scuola e dal concorsone. Ovviamente, con il passare dei giorni, la situazione sta migliorando, anche laddove l’appetibilità della presa di servizio è bassa.
A Grosseto il provveditorato, viste le carenze di nomine di ruolo, ha autorizzato i dirigenti a fare subito le chiamate dei docenti precari fino agli aventi diritto. Dai dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale per la Toscana VII risultano però ancora vacanti varie cattedre di materie scientifiche, letterarie e sostegno, oltre a una marea di spezzoni. «Nel giro di una settimana – promette il provveditore Giacomo D’Agostino – andremo a completare gli organici. Ci siamo con le nomine in ruolo del concorsone e le assegnazioni provvisorie, che però hanno a loro volta prodotto dei buchi, perché cattedre appartenenti a docenti di ruolo originari del sud Italia, sono tornate libere dopo che quest’ultimi hanno fatto domanda di avvicinamento a casa. Quindi vanno nominati altrettanti supplenti».
Quando si parla di buchi nell’organico degli insegnanti di sostegno il discorso diventa ancora più delicato. I genitori lamentano ritardi e conseguenti disagi: «É vero – ammette il provveditore – dovremmo prima di tutto evitare che a fare le spese di questa situazione siano i ragazzi più deboli. Ai dirigenti ho chiesto di valutare le urgenze, di tener conto delle disponibilità e dell’organico potenziato. Ci metteremo a posto prima possibile. Nei mesi scorsi abbiamo vissuto un cambiamento epocale della scuola, che ha comportato tanto lavoro per gli uffici e per i dirigenti. Nelle prime settimane c’è bisogno di assestarsi ma presto ci saranno i necessari insegnanti di sostegno».
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