Il Tirreno

Grosseto

Il nuovo commercio in cerca di identità

di Enrico Pizzi
Il nuovo commercio in cerca di identità

Al convegno di Confesercenti la proposta di un modello da applicare ai centri naturali di tutta la Toscana

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GROSSETO. C’è un nuovo testo unico del commercio che il prossimo anno dovrebbe essere approvato dal consiglio regionale, e tra le questioni che verranno rivisitate, c'è anche tutta la normativa che riguarda i centri commerciali naturali.

Si è parlato di questo, in sala Pegaso, in un incontro promosso da Confesercenti al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente Pierferruccio Lucheroni, il presidente di Confesercenti Toscana Nico Gronchi e l’assessore regionale allo sviluppo economico Stefano Ciuoffo. «È indubbio - ha detto Ciuoffo - che il processo di trasformazione del settore del commercio stia incidendo pesantemente sulle realtà locali, sui nostri centri storici, sulle comunità, sopratutto le grandi e medie città hanno una pressione che contrasta la tenuta dei borghi e dei loro centri storici. I centri commerciali naturali sono, forse, una delle soluzioni: abbiamo acquisito un’esperienza importante fino ad oggi, ma ci stiamo interrogando su come alcuni modelli portati avanti con le associazioni di categoria possano costituire davvero un’ipotesi strutturata per il futuro. Alcuni esempi che cercano di non parlare solo di commercio». Si tratta anche di valorizzare tutte quelle componenti, dal decoro urbano alla sicurezza, all'integrazione con più realtà economiche, che rendono attrattivi i centri storici.

Il presidente regionale di Confesercenti, Gronchi, ha sottolineato che «la Toscana negli ultimi anni ha visto un forte sviluppo della grande distribuzione organizzata, e il territorio di Grosseto è alle porte di una nuova apertura e tutto avviene in una situazione di debolezza pesante dei consumi, di debolezza complessiva del sistema Paese in cui il commercio di vicinato e quello nei centri storici, ha sofferto. I centri commerciali naturali sono nati in Toscana, a Firenze, 21 anni fa. Siamo stati davvero i pionieri in questo tipo di aggregazione tra imprese, oggi ci poniamo la domanda di come utilizzare le migliori pratiche per farle diventare un modello». In Toscana sono quasi 60 i centri commerciali naturali e tutti operano in maniera diversa. «Attraverso la Fondazione Sviluppo Urbano - ha detto Gronchi - un anno e mezzo fa abbiamo dato incarico ad alcuni studi specializzati, tra cui l'Università di Firenze, di studiare come stanno insieme le imprese nei centri storici in Europa. Abbiamo elaborato un progetto che può essere una sorta di standard in Toscana e abbiamo chiesto che la Regione lo utilizzi come modello di riferimento per la ripartenza dei centri commerciali naturali. I punti in comune fra queste esperienze sono quelle di avere un management precostituito, risorse certe, l’affidamento di servizi, eventi programmati con la fusione con quanto accade già in città».

Si tratta, poi, di riportare nei centri storici delle funzioni che si sono perse. «Negli ultimi 30 anni - ha detto Gronchi - siamo stati tutti schiavi della sbornia di svuotare i centri storici di alcune funzioni, se n’è andata la residenza, se n'è andato il commercio... Il risultato? Centri storici meno sicuri, con tante difficoltà in più. I centri commerciali naturali di nuova generazione possono essere una risposta, parziale, ma importante».

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