Italia
Per Coldiretti, Gramsci è Vittorio Emanuele
L’associazione sbaglia il nome della piazza centrale di Roccastrada dove è stata inaugurata la sede
ROCCASTRADA. La Coldiretti, nei giorni scorsi, è tornata a Roccastrada dopo quasi 30 anni di assenza. Alla presenza del sindaco Francesco Limatola e del direttore provinciale Andrea Renna, è stato inaugurato, infatti, un nuovo sportello.
La potente organizzazione nazionale di categoria ha commesso però un buffo “refuso” nell'annunciare l'evento. Nei manifesti gialli la centralissima piazza Gramsci è tornata a essere piazza Vittorio Emanuele, come in effetti era battezzata fino ai primi anni Cinquanta. E l'errore non è sfuggito a qualche attento roccastradino, che non ha perso l'occasione per rivangare la storia: «Coldiretti - spiega l'ingegner Mario Amerini - aveva aperto un ufficio a Roccastrada già negli anni Cinquanta, grazie ai buoni uffici della locale Dc e a personaggi che all'epoca provavano a tener testa al comunismo dilagante delle amministrazioni guidate da Finaù Masotti, Leno Rossi e Giuliano Bartalucci. Era un ufficio distaccato dell'Epaca. Si trovava in via Mazzini, con Lia Gaggioli come impiegata. Lo sportello serviva allora da presidio per i pochi contadini di area cattolica. La chiusura avvenne alla metà degli anni Ottanta, con lo sfumare dell'antagonismo politico Dc-Pci. Nel decennio successivo si giunse alla collaborazione tra cattolici e comunisti, tra partito popolare e Pds, che prosegue ancor oggi all'interno del Pd locale e nell'amministrazione del Comune». «Forse, però - scherza Amerini - nel dna di Coldiretti è rimasto un retaggio anticomunista, se è vero che si è cancellato Gramsci per riportare in auge il Re».
Il manifesto che pubblicizza l'inaugurazione indica in effetti la nuova sede in piazza Vittorio Emanuele, che però non esiste più da oltre 60 anni, ribattezzata Antonio Gramsci. «Piazza Vittorio Emanuele - prosegue Amerini - è stata la piazza delle grandi manifestazioni del 1898 contro gli agrari locali, è stata la piazza dove si raccoglieva il grano per il Duce, è stata la piazza di una chiesa buttata giù per far posto a un monumento ai caduti costato 40.000 lire di allora prima voluto e poi demolito dai fascisti, è stata la piazza della lapide del discusso Soldatini, questa invece demolita dai partigiani, ed è oggi la piazza della cosiddetta Cilabbrona, una fontana invisa alla stragrande maggioranza dei cittadini di Roccastrada che vorrebbero modificarla». Abbiamo cercato di capire come è nato l'errore. Sembra che chi ha commissionato il manifesto abbia sbagliato nel rilevare la toponomastica da una vecchia mappa catastale. In realtà sarebbe bastato alzare la testa perché accanto alla porta dei nuovi uffici (in alto a destra) - poco sopra i manifesti sbagliati - campeggia dal 1953 la targa con la scritta «piazza Antonio Gramsci». Battute a parte, si tratta di un segnale positivo questo ritorno di Coldiretti con i servizi di credito e patronato. (g.b.)
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