Il Tirreno

Grosseto

IN TRIBUNALE

Pensioni da "ricalcolare", 50 maremmani vanno dal giudice

Pierluigi Sposato
Pensioni da "ricalcolare", 50 maremmani vanno dal giudice

Due maxi ricorsi che chiamano in causa l’Inps: i legali sostengono l’incostituzionalità del decreto legge Renzi-Poletti

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Cinquanta grossetani si sono rivolti al giudice del lavoro per chiedere la perequazione delle pensioni ricevute, cioè l’adeguamento annuale con la rivalutazione legata all’inflazione. Con due distinti ricorsi (21 pensionati nel primo, 29 nel secondo), hanno chiamato in causa l’Inps per reclamare quello che ritengono un diritto e che, del resto, è in fase di valutazione da parte della Corte costituzionale.

Si tratta di persone che abitano in varie zone della provincia (molti di loro sono bancari), e che hanno età variabili : ci sono anche degli ottantenni come anche dei sessantenni. Tutti titolari di pensioni per 1.405 euro lordi nel 2012.

Perché è stato preso il 2012 come anno di riferimento? E perché quella cifra? Il problema - che poi è nazionale - è il blocco della perequazione di queste pensioni (quelle di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps) per il 2012-2013 deciso ai tempi del ministro Fornero. Il 30 aprile 2015 la Corte costituzionale aveva dichiarato illegittimo il blocco ma il governo, poco dopo, lo aveva ripristinato (decreto Renzi-Poletti) stabilendo una rivalutazione parziale e retroattiva solo dei trattamenti ricompresi tra 3 e 6 volte il minimo Inps e sostanzialmente confermando il blocco biennale sui trattamenti superiori a 6 volte il minimo Inps.

Il ricorso depositato in Tribunale segnala proprio la presunta illegittimità costituzionale del decreto legge 65 del 2015 (poi convertito nella legge 109) chiedendo l’invio degli atti alla Consulta: come del resto è avvenuto già in altri Tribunali, ad esempio quelli di Milano e Genova.

E per quanto riguarda il caso di Grosseto, il ricorso segnala che tra i pensionati vi è chi percepiva una pensione complessiva che non superava l’importo di sei volte la minima (2.810 euro lordi) e che ha quindi dovuto prendere quanto previsto dal decreto 65 ma anche chi non superava tale soglia e che quindi con l’introduzione di quello stesso decreto non ha percepito nulla.

In sostanza, vengono reclamati tra l’altro l’aumento mensile maturato nel biennio 2012-2013 (5-6% della pensione) e gli arretrati dal 1° gennaio 2012 per un importo complessivo equivalente a oltre due mensilità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa