Sicurezza
Anche i Popolari voteranno No
Il senatore Mauro attacca: «Non si supera il bicameralismo»
Si è svolto l’altro giorno, l’incontro con il senatore Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia, organizzato dal comitato di Grosseto.
Hanno introdotto l’incontro Amedeo Gabbrielli e il presidente del consiglio comunale Claudio Pacella.
Il senatore Mario Mauro ha quindi affrontato i motivi del No al referendum sottolineando principalmente tre punti.
«No perché la Costituzione deve unire e non dividere - ha detto - Certamente quell’impianto necessita di riforme, ma questa riforma costituzionale per il suo codice genetico e per i suoi contenuti destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese: divide anziché unire, lacera anziché cucire». La seconda ragione del No va cercata nel combinato disposto con la legge elettorale che porta un premierato assoluto. «La sommatoria tra riforma costituzionale e riforma elettorale spiana la strada ad un mostro giuridico che travolge i principi supremi della Costituzione - ha detto ancora - L’ “Italicum”, infatti, aggiunge all’azzeramento della rappresentatività del Senato e al centralismo che depotenzia il pluralismo istituzionale, l’indebolimento radicale della rappresentatività della Camera dei Deputati». La riforma avrebbe dovuto superare il bicameralismo. Invece, spiega Mario Mauro «il Senato non viene eliminato e si lasciano irrisolti i nodi fondamentali della ripartizione delle competenze fra i due rami del Parlamento, insomma avremo un “monocameralismo” decisamente imperfetto, zeppo di eccezioni e di deroghe».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google