Il Tirreno

Grosseto

Tutti in piedi sulle panche per salutare don Francesco

Francesca Gori
Tutti in piedi sulle panche per salutare don Francesco

Momenti di grande commozione dopo l’omelia alla chiesa del Sacro Cuore: i due padri vincenziani andranno a Roma

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GROSSETO. È andata come era nei programmi. Dopo che Giorgio Stefano Bontempi, parroco del Sacro Cuore, ha salutato i fedeli, ieri mattina durante la messa delle 10 è toccato fare lo stesso al suo vice, padre Francesco Gusmeroli. E i parrocchiani che erano alla messa, con il nodo alla gola e la morte nel cuore hanno aspettato che la celebrazione finisse. Poi si sono alzati in piedi e interpretando la scena finale del film “L’attimo fuggente”, sono saliti sulle panche. Sono rimasti così, in silenzio, per alcuni minuti che sono diventati lunghissimi. Perché la decisione del trasferimento dei due padri vincenziani per volere della Congregazione non è andata giù a quel gruppo di persone che è diventato una famiglia costruita intorno a don Giorgio e a don Francesco.

Il giovane padre vincenziano ieri mattina durante l’omelia ha voluto salutare la sua chiesa con una disamina accurata di quello che è accaduto in queste ultime settimane. Settimane che sono state difficilissime per la vita della comunità: nessuno infatti ha spiegato i motivi di quel trasferimento che non era stato annunciato. Dalla Congregazione non è arrivata alcuna comunicazione. La Diocesi invece ha soltanto salutato i due parroci, dicendo di aver preso atto della decisione dei Vincenziani.

Ma le persone che avevano costruito quel gruppo così compatto al Sacro Cuore, quelle famiglie che erano tornate a partecipare alla vita della parrocchia e che avevano sposato e portato avanti i progetti di solidarietà con gli ultimi, sia a Grosseto che in Africa, questa decisione non l’hanno digerita.

Oggi, lunedì 26 settembre, padre Francesco e padre Giorgio Stefano saliranno sulla loro auto e torneranno a Roma. Il loro viaggio sarà accompagnato dai pensieri della comunità del Sacro Cuore che anche ieri mattina alla messa ha voluto partecipare indossando le magliette con il logo della parrocchia. Un modo per far sentire ai due padri la vicinanza di tutti e coloro che, al pari dei due padri, avevano sposato la linea dettata da papa Francesco. Una linea dirompente, anche al Sacro Cuore, che però aveva conquistato le simpatie di tutti.

Qualche sera fa è stata organizzata anche una cena per salutare i due padri e anche in quell’occasione giovani e meno giovani si sono stretti attorno a padre Francesco e padre Giorgio per far sentire tutto il loro calore. Sono stati loro a chiedere ai parrocchiani di tenere un profilo basso in tutta questa vicenda. Ma ancora oggi manca una spiegazione sul perché di questo trasferimento improvviso, senza alcun preavviso e soprattutto senza alcuna motivazione plausibile.

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