La manifestazione
L'acquedotto non fa l'allaccio, le case restano invendute: chiesto un maxi risarcimento
La società ha fatto causa al municipio di Grosseto: gli allacci potevano essere fatti a una rete già esistente
MASSA MARITTIMA. È una vicenda piuttosto spinosa, che comprende varie forze politiche e i risparmi andati in fumo di diversi cittadini massetani.
I due protagonisti sono il Comune di Massa Marittima e la società Ase Immobiliare srl, con la seconda che oggi chiede un risarcimento da duecentomila euro al primo, citato di fronte al tribunale di Grosseto. Nel mezzo la costruzione di otto appartamenti a Ghirlanda, iniziati nel 2008 e mai terminati: secondo il Comune perché semplicemente la società è finita in disgrazia, sull’orlo del fallimento. Per l’ Ase, invece, il lavoro non è stato portato a termine per colpa sia dell’amministrazione che dell’Acquedotto del Fiora, che non hanno mai provveduto a sistemare gli allacci del servizio idrico agli otto appartamenti, rendendoli di fatto invendibili. Una ricostruzione che la società ha messo nero su bianco nelle sue memorie e nella perizia tecnica depositate al tribunale di Grosseto, davanti a cui ha citato il Comune.
I fatti risalgono al 2008 e da allora la questione ha attraversato più volte il dibattito politico massetano, attraverso le interrogazioni e le dichiarazioni del movimento civico Massa Comune sull’argomento, schierato a favore della società. Anche la perizia tecnica dell’Ase depositata in tribunale porta la firma di un noto geometra che più volte collabora con la civica: Massimo Grisanti.
Tutto nasce dall’acquisizione da parte della società di un terreno edificabile a due passi da Ghirlanda, su cui progetta di costruire otto appartamenti. I lavori inizieranno nell'ottobre 2008 e nel giro di poco tempo alcune di queste case vengono vendute sulla carta ad altrettanti cittadini, massetani e non. Ma già l’anno successivo il cantiere subisce una brusca frenata a causa della situazione economica della società stessa, divenuta precaria. Gli appartamenti restano così incompleti e non verranno resi abitabili, a discapito di chi già li aveva acquistati. Ed è a questo punto che nasce il caso: già nel 2008, infatti, l'Ase aveva chiesto all'Acquedotto del Fiora di poter avere un allaccio per le otto case, sentendosi rispondere che deve provvedere a sue spese. La società però nota un aspetto: il servizio idrico nella zona rifornisce altri immobili molto vicini alle case in costruzione. Segno che gli allacci potevano essere fatti sulla rete già esistente.
Allo stesso tempo, poi, il Comune riscuote le fidejussioni dato che Ase non ha pagato alcune rate degli oneri di urbanizzazione. Nasce quindi una trattativa tra le due parti, con la società impiegata a dire che non riesce a vendere tutti gli appartamenti a causa della mancanza degli allacci idrici e il Comune che invece sostiene che i lavori sono incompiuti ugualmente, dato che mancano comunque infissi e altri aspetti strutturali, e che quindi il problema per cui il cantiere è di carattere economico e tutto in seno all'Ase Immobiliari. La trattativa, insomma, non arriva da nessuna parte. Così il privato ha deciso di citare l'ente per un risarcimento di 200.000 euro, su cui sarà chiamato ad esprimersi il giudice grossetano.
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