Il Tirreno

Grosseto

Etruria, bonus da 100 euro per i risparmiatori gabbati

di Giovanna Mezzana
Etruria, bonus da 100 euro per i risparmiatori gabbati

Da Firenze arriva un contributo sulle spese sostenute per l’assistenza legale Sarà pagato entro aprile con l’intermediazione delle associazioni consumatori

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GROSSETO. Da Firenze arriva un piccolo ristoro per le tasche dei risparmiatori beffati dalle obbligazioni di Banca Etruria. La Regione Toscana dispenserà 100 euro – come contributo alle spese sostenute per chiedere assistenza legale – a ogni correntista toscano a cui è rimasto in mano il cerino dei titoli-rischio della banca aretina. Il bonus spetta dunque a tutti i 270 risparmiatori maremmani che hanno chiesto tutela a Federconsumatori e a Confconsumatori per tornare in possesso delle risorse andate in fumo. Deciso a dicembre 2015 in occasione del via libera alla Finanziaria da parte del Consiglio regionale, il provvedimento era già stato annunciato. Durante l’estate ha fatto il suo corso e – rispetto a quanto inizialmente previsto – sono in parte cambiate le modalità di accesso al bonus. E intanto, vengono finalmente chiarite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi le modalità che si devono seguire e la lista dei documenti che è necessario presentare per poter accedere all’indennizzo forfettario, ovvero una delle due chance (l’altra è l’arbitrato) escogitate dal Governo Renzi: essa è quella che permette di rientrare dell’80 per cento dei risparmi bruciati.

Il mini ristoro. La Regione Toscana mette sul piatto della bilancia 200.000 euro per i risparmiatori toscani che avevano nel loro portafoglio obbligazioni subordinate di Banca Etruria, ma anche (eventualmente) di Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti, cioè le quattro “bad bank” che hanno beneficiato del piano di salvataggio costato all’intero sistema bancario del Belpaese 3,6 miliardi di euro tra cash e crediti. Con le risorse a disposizione, Firenze concede dunque un contributo forfettario di 100 euro a risparmiatore. Con questo bonus la tutela legale costerà a un correntista toscano gabbato solo poche decine di euro. Facciamo due conti: l’iscrizione a un’associazione di consumatori – Federconsumatori, per esempio – costa circa 30 euro; l’apertura della pratica, la raccolta e quindi l’invio della documentazione sono costati circa 100 euro a un correntista che ha bussato alla porta di Federconsumatori. «Si tratta di una misura di ristoro per le spese sostenute – nota Monica Barni, vice-presidente Regione Toscana – Niente a che vedere con indennizzo e risarcimento, che seguono altre vie. È un modo per sottolineare come la Regione Toscana intenda tenere acceso un riflettore sulla vicenda». Il segnale è stato colto dalle associazioni che tutelano i cittadini: sarà anche un piccolo contributo, «ma la Regione – nota Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto – è l’unica istituzione che si è mossa nella vicenda di Banca Etruria».

A chi spetta. Il contributo sarà concesso senza alcun tetto di Isee (l’indicatore della “ricchezza” di una famiglia), diversamente da quanto previsto in prima battuta. Sarà riconosciuto a tutti gli obbligazionisti subordinati: sia a chi ha agito in proprio, sia a chi si è rivolto a un’associazione di consumatori o a un professionista.

A chi rivolgersi. Le associazioni di consumatori iscritte nell’elenco regionale avranno il ruolo di intermediario: è a loro infatti che devono essere inoltrate le domande per la richiesta del contributo; tra esse e la Regione verrà siglata una convenzione ad hoc. Le modalità per ottenere il bonus saranno semplici e senza ulteriori aggravi per il cittadino, che riceverà il contributo entro il 30 aprile 2017.

Indennizzi. E fin qui la buona notizia. Si allunga invece l’attesa per ottenere i rimborsi forfettari cioè all’80% di quanto si è perso. E non c’è neppure l’idea invece dei tempi di attesa che saranno ancora necessari per poter cogliere la chance dell’arbitrato – la seconda opzione – e cioè il ricorso a una sorta di fondo sociale alimentato con risorse ad hoc per indennizzare chi è inciampato nei titoli tossici Etruria e non ha i requisiti patrimoniali per chiedere l’indennizzo forfettario diretto all’80%. «Consideriamo indecoroso e poco serio – valuta De Martis – che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (a cui il Governo ha girato l’incombenza, ndr) abbia comunicato solo qualche giorno fa il testo definitivo relativo alle modalità da seguire e all’elenco della documentazione da presentare per poter accedere all’indennizzo forfettario». «E consideriamo indecoroso e poco serio – continua De Martis – che il Governo non abbia provveduto ad emettere i decreti attuativi relativi alla regolamentazione del procedimento arbitrale».

I ritardi. «Il clamoroso ritardo con il quale il Fondo Interbancario ha comunicato le proprie decisioni – dettaglia il numero uno di Federconsumatori Grosseto – ha ridotto notevolmente il tempo entro il quale poter presentare istanza di indennizzo: tempo che è fissato per ambedue le procedure in sei mesi a decorrere dalla data della conversione in legge del decreto e cioé dal 3 luglio 2016. Si sono persi ben tre mesi di tempo prezioso durante il quale poter decidere, insieme ai risparmiatori, se e come accedere all’indennizzo forfettario». Insomma, si dovrà attendere ancora molto prima di poter scrivere la parola fine sulla vicenda di uno dei più tormentati crac dell’economia toscana, perché anche le banche, sia chiaro, sono imprese. A tutti gli effetti.

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