Il Tirreno

Grosseto

Asciugati dopo 3 mesi i faldoni del Tribunale rimasti alluvionati

di Pierluigi Sposato
Asciugati dopo 3 mesi i faldoni del Tribunale rimasti alluvionati

Erano conservati nell’archivio sotto l’ala del giudice di pace Si tratta di vecchie pubblicazioni e di fascicoli di parte

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GROSSETO. Sono terminate soltanto in questi giorni le operazioni di asciugatura dei faldoni conservati nell’archivio del Tribunale di Grosseto, ala giudice di pace, interessato il 9 giugno scorso da un evento meteo eccezionale che aveva finito per mandare sott’acqua non solo la zona di piazza Albegna-Fabbrini ma mezza città; nonché lo stesso garage al piano seminterrato sotto il vecchio edificio del Tribunale, dove rimasero intrappolate alcune auto semisommerse dalla piena.

Fascicoli importanti? No, spiegano i responsabili del Tribunale, sia il presidente Giulio De Simone, sia il dirigente Gualberto Mirabile: per lo più pubblicazioni a stampa ereditate dalla ex Pretura di Massa Marittima (chiusa molti anni fa) ormai superate dalla legislazione, oppure fascicoli di parte di cause civili che gli avvocati non avevano provveduto a ritirare. Fascicoli conservati dal Tribunale in attesa che si consumino i tempi di legge previsti prima del versamento all’Archivio di Stato, sempre che non si tratti di carte che possono/devono essere scartate e destinate al macero. Documenti che, in parte, sarebbero già dovuti uscire dal Tribunale se non fosse, aggiungono i responsabili, che l’Archivio di Stato non ha attualmente posto per riceverli.

Così sono rimasti lì, in attesa di tempi migliori e di soluzioni diverse. Il Tribunale garantisce che il proprio archivio è capiente per la propria produzione e, pur se con qualche difficoltà, anche per gli eccessi in attesa di smaltimento. Una parte del patrimonio documentale di Massa Marittima, ad esempio, è rimasto nella cittadina, grazie a un accordo con il Comune.

Ma qualora dovesse capitare un’altra specie di alluvione? Quella di giugno fu eccezionale, con 40 centimetri di acqua che si infilarono con forza nei locali dell’archivio, finendo per far galleggiare alcuni faldoni. Nei dieci anni precedenti, ricordano in Tribunale, se ne registrò solamente un’altra, solo lontanamente paragonabile: appena cinque centimetri. Già da quella volta furono comunque presi accorgimenti, ricorda il personale più anziano ancora in servizio, per “sollevare” i faldoni più a rischio in modo da renderli irraggiungibili dall’acqua. In Tribunale confidano molto che lo smaltimento fognario della zona della piazza sia stato sistemato in modo da ricevere quelle quantità di acqua che avevano causato l’allagamento di giugno. Tempo fa, lo stesso Mirabile scoprì che una radice si era inserita in uno scarico, ostruendolo in gran parte, e ne chiese e ne ottenne la rimozione.

Fa impressione vedere quei faldoni accatastati e quasi inservibili, rimasti non consultabili per alcuni mesi e forse tali per qualche altro tempo ancora. Documentazione che, in parte, era stata “vittima” di una successiva pioggia, perché non sufficientemente protetta: ha impiegato più tempo per tornare quasi asciutta ed è stata posta, anche in modo forse non ordinato, nei luoghi più adatti consentiti dalla dislocazione dei locali. In astratto, ammettono in Tribunale, qualcuno potrebbe avere interesse alla consultazione e dunque un certo disagio per l’utenza è ammissibile.

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