Il Tirreno

Grosseto

Stop alla balneazione alla foce del Petraia

di Paola Villani
Stop alla balneazione alla foce del Petraia

Follonica, l’Arpat rivela batteri fecali oltre la norma e il sindaco firma il divieto Non si può entrare in acqua dallo sbocco del torrente fino al ristorante Arca

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FOLLONICA. Scatta il divieto di balneazione alla foce del Petraia. L’Arpat rileva la presenza di batteri fecali e il Comune di Follonica firma un’ordinanza per non far entrare in acqua i bagnanti.

Non è la prima volta che accade e fortunatamente questa volta è avvenuto a stagione turistica pressoché conclusa: sulle spiagge del golfo, però, si nota ancora la presenza di persone che, invogliate dal bel tempo, continuano a regalarsi qualche ora di relax. La presenza di escrementi in mare non è un bel biglietto da visita per la città, ma il divieto di balneazione a fine settembre non provocherà il clamore che, per esempio, suscitò lo stesso episodio anni fa, quando al governo c’era la sindaca Eleonora Baldi: fu costretta in pieno agosto a chiudere l’accesso al mare alla foce del Cervia, sempre per la presenza di batteri fecali.

L’interdizione si estende dalla foce del Petraia verso nord, arrivando fino al ristorante sul mare Arca. «Vista la nota del 21 settembre 2016 arrivata dall’Arpat Toscana – si legge nell’atto pubblicato all’albo pretorio del municipio di Follonica – e con la quale si comunica l’esito sfavorevole delle analisi sul campione di acqua prelevato nell’area Nord ovest Gora con la conseguente necessità di dichiarare la stessa non idonea alla balneazione, si ordina il divieto di balneazione in corrispondenza dell’area; il presente provvedimento ha natura temporanea e precauzionale (fino ad espresso atto di revoca) in attesa che siano compiuti da parte degli organismi competenti ulteriori accertamenti».

«Già nelle prossime ore – spiegava ieri il sindaco di Follonica, Andrea Benini – dovremmo essere in grado di revocare l’ordinanza. Abbiamo chiesto ad Arpat di fare ulteriori controlli: la presenza di batteri fecali potrebbe essere dovuta alle ultime piogge che hanno portato in mare residui dei vari torrenti della zona, ma non è certo».

Una questione mai risolta per Follonica è infatti la presenza di fogne miste in tutto il centro cittadino: ciò comporta problemi anche di questa tipologia. «Sistemare completamente l’impianto fognario è improponibile a livello economico – spiega ancora Benini – La soluzione che abbiamo trovato e sulla quale continuiamo a lavorare è quella della stazione di sollevamento di via Palermo: realizzando questo impianto i problemi diminuirebbero». La cifra utile per dare il via al progetto è di circa tre milioni di euro che in parte sono stati finanziati da Acquedotto del Fiora e per il resto dovranno essere reperiti dal Comune.

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