Finanza
Capalbio, il Tar “respinge” i cittadini
Bocciata la richiesta di sospensiva sulla procedura che assegna 50 profughi al paese. Negato anche l’accesso agli atti
CAPALBIO. La seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana due giorni fa si è pronunciata riguardo al ricorso proposto da un comitato spontaneo di cittadini di Capalbio, che si oppongono all’arrivo in paese del contingente di cinquanta rifugiati assegnati a fine luglio al raggruppamento temporaneo di imprese composto dalle cooperative sociali Tre Fontane di Roma, Senis Hospes di Potenza e la società in liquidazione Tor.Si di Siena (proprietaria del condominio Il Leccio).
I giudici hanno respinto la richiesta di accesso agli atti e la sospensione cautelare dell’efficacia di due diversi provvedimenti emessi dalla Prefettura di Grosseto.
Il 27 luglio scorso il responsabile unico della procedura di gara negò l’accesso e il rilascio di una serie di atti e documenti inerenti l’avviso, richiesti dai cittadini poi ricorrenti. Il giudice ha considerato che il procedimento non risultava ancora concluso «e pertanto non era possibile giustificare l’interesse all’accesso».
La richiesta di sospensiva, invece, riguardava due diversi provvedimenti della Prefettura di Grosseto, con il Tar chiamato a valutarne fondatezza e pericolo di pregiudizio. Nel primo la Commissione per la valutazione riteneva di ammettere a partecipare alla gara il raggruppamento temporaneo di imprese Tre Fontane - Senis Hospes; il secondo conteneva la graduatoria provvisoria redatta il 18 luglio e lo si contestava per la parte in cui si classificava tra i vincitori il raggruppamento temporaneo con interessi a Capalbio.
E qui sta il nodo della questione. A partire da settembre, infatti, cinquanta rifugiati avrebbero dovuto essere ospitati in sette appartamenti all’interno di un megacondominio situato nel borgo di Capalbio. Il Tar, sulla domanda di annullamento del provvedimento di ammissione alla gara della parte controinteressata e della graduatoria, formulata con richiesta di tutela cautelare, ha stabilito che «la pendenza del procedimento non rende apprezzabile un pericolo di danno grave e irreparabile per i cittadini di Capalbio, restando impregiudicata invece ogni valutazione sul fumus boni juris con riguardo particolare alla qualificazione della posizione dedotta in giudizio dai ricorrenti». Cosa significa è presto detto: i giudici sella seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, in pratica, non si sono pronunciati sulla fondatezza delle considerazioni riguardanti la partecipazione al bando del raggruppamento temporaneo d’imprese Tre Fontane - Senis Hospes, ma solo sul pericolo di pregiudizio, che in effetti non si palesa. La partita sembra quindi restare aperta (in altre sedi) per quanto concerne i profughi destinati a Capalbio, mentre si estinguono eventuali effetti a cascata su avvisi analoghi e identiche contestazioni.
Era questa ordinanza, lo ricordiamo, un passaggio molto atteso, che – al di là del caso Capalbio – segna un punto di svolta anche per quanto riguarda gli effetti (su altre associazioni, cooperative, rti e paesi) dell'avviso di gara relativo all’accoglienza dei richiedenti asilo per l’anno 2016 pubblicato dalla Prefettura nel dicembre 2015 e mai chiuso. Quel bando avrebbe dovuto avviare l’erogazione del servizio di accoglienza ai vincitori con decorrenza indicativa dal 1° marzo e fino al 31 dicembre 2016. Poi tutto era slittato a giugno, infine a settembre. Adesso vedremo cosa accade.
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