Gioco
Si toglie la vita in carcere, oggi l’autopsia
Il Garante dei detenuti ha risposto a Marras: presto l’ispezione. La struttura è considerata inadeguata
GROSSETO. Ci sono tre relazioni stilate dal Garante dei detenuti della Toscana che raccontano quello che è stato visto durante le tre visite al carcere di via Saffi. Per tre anni consecutivi i problemi riscontrati sono stati sempre gli stessi: la casa circondariale di Grosseto è troppo piccola, angusta e buia. «Manca un’area verde e spazi comuni - si legge - le finestre sono dotate, per motivi di sicurezza oltre che delle inferriate, anche da una stretta grata che compromette la vista dei detenuti e l’illuminazione». Una formula che viene ripetuta nelle tre relazioni: in quella del 2014, in quella del 2015 e nell’ultima che è stata scritta dopo la visita dello scorso febbraio.
Già nel 2014 il Garante regionale dei detenuti aveva scritto che «sarebbe stato necessario un ripensamento della funzione della struttura - si legge - inadeguata rispetto alle necessità del territorio». E l’anno successivo, sembrava che per il carcere di Grosseto qualcosa si stesse muovendo: il ministero della Giustizia aveva ipotizzato di trasferire il carcere da via Saffi all’ex caserma del Parco Artiglieria. Ma anche questo progetto sembra ora essere naufragato: l’ipotesi di costruire un nuovo istituto sembra essere scomparsa dai programmi di edilizia penitenziaria.
Il consigliere regionale del Pd Leonardo Marras ha ottenuto dal Garante la rassicurazione che verrà organizzata una visita istituzionale nella struttura dopo il suicidio scoperto mercoledì alle 3,15. Un uomo di 47 anni, arrestato la settimana prima per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna è stato trovato impiccato nella sua cella.
Il suo avvocato, Tania Amarugi, aveva spiegato al giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio quanto fosse delicata la situazione del suo cliente. L’uomo aveva tentato il suicidio il giorno dell’arresto. Ma anche le raccomandazioni del gip alla direttrice del carcere non sono bastate ad evitare che l’uomo portasse a termine il suo gesto estremo.
Il corpo dell’uomo è all’obitorio del Misericordia dove oggi si svolgerà l’autopsia.
E dalla Regione interviene anche Stefano Scaramelli, presidente della commissione Sanità e politiche sociali. «La III commissione andrà in visita alla struttura nelle prossime settimane - dice - per vedere da vicino le diverse realtà e approfondire la correlazione tra carcerati e patologie, in prevalenza, come emerge dalla relazione del Garante, legate all'uso di stupefacenti, malattie psichiatriche e infettive. Il diritto alla salute e a condizioni di vita dignitose è inviolabile, per tutti. Il trattamento dei detenuti è strettamente correlato alla finalità rieducativa della pena e alla preparazione che ricevono verso la vita che dovranno condurre quando usciranno dalla prigione».
Francesca Gori
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