Il Tirreno

Grosseto

Revocati i sequestri ai tre dirigenti della San Lorenzo srl

di Pierluigi Sposato

Accolti i ricorsi degli avvocati dopo i provvedimenti dell’estate Erano stati bloccati beni per un valore di quasi 200.000 euro

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GROSSETO. Il Tribunale del riesame ha revocato il decreto di sequestro preventivo con il quale nel corso dell’estate era stato disposto il blocco dei beni di tre dirigenti di San Lorenzo Servizi srl (servizi cimiteriali), indagati per peculato in merito alle somme che sarebbero state ottenute indebitamente per ferie non godute.

Il collegio ha accolto il ricorso dei difensori di Romeo Banci, direttore generale, Giovanni Casciani, direttore tecnico, Gianluca Picchi, direttore amministrativo (quest’ultimo in forma separata), che avevano ritenuto illegittimo il provvedimento, perché basato su presupposti erronei. A Banci erano stati sequestrati beni per 107.746 euro (la metà di un appartamento e due garage - ne è intestatario con la moglie), a Casciani per 51.805 euro (casa e garage), a Picchi per 36.574 euro (un immobile). In totale sei immobili, più l’auto di Banci e quella di Casciani (e il denaro sui loro conti), per un equivalente di 196.125 euro. Quella cifra era stata considerata come l’equivalente delle percezioni in busta paga ritenute indebite. Tutto adesso deve essere restituito agli aventi diritto, come stabilisce il collegio. Già da oggi, anche se l’iter per il recupero delle somme di denaro - finite nel Fondo unico di giustizia - non appare semplice.

Nel corso dell’udienza di riesame, i giudici hanno valutato le argomentazioni dei difensori illustrate in aula insieme alle argomentazioni accusatorie dal relatore Marco Mezzaluna e, dopo essersi riservati la decisione, le hanno ritenute meritevoli di accoglimento depositando il dispositivo dopo ventiquattro ore.

I difensori (Lottini e Antichi per Banci, Lottini e Guidi per Casciani, Falconi e Bancalà per Picchi) avevano insistito su quattro argomenti: sono da ritenersi dovute e non indebite le indennità contestate; è stato sbagliato il calcolo del profitto, perché non sono state detratte le trattenute; erano sovrabbondanti, rispetto al valore, i beni contestati; non erano corretti i criteri di valutazione dei beni, fondati sui dati catastali.

Tra l’altro, l’8 settembre scorso il gip aveva dissequestrato 30.000 euro che erano stati erroneamente prelevati dalle disponibilità della figlia di Banci.

Cosa esattamente abbiano valutato i giudici non è ancora noto perché il collegio, pur depositando adesso il dispositivo, si è riservato un mese per rendere note le motivazioni. Argomenti questi che la difesa potrà spendere in questo procedimento, nelle forme in cui questo andrà avanti. Anche se non è da escludere che la Procura, più che convinta delle proprie ragioni, voglia impugnare l’ordinanza una volta lette le motivazioni.

L’indagine condotta dalla guardia di finanza, del resto, prevede anche un’altra ipotesi di reato, come quella di abuso d’ufficio contestata ai tre ma anche ad altrettanti indagati (che non sono stati interessati dal provvedimento di sequestro di beni) in merito all’assunzione di Casciani.

In Tribunale, intanto si è parzialmente aperta, ed è stata comunque rinviata a novembre, la causa di lavoro che Gianluca Picchi ha mosso contro San Lorenzo Servizi srl per un contenzioso sulla retribuzione.

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