Il Tirreno

Grosseto

allarme punteruolo rosso

Palme malate, si corre ai ripari

Presentato il report: variazione di bilancio per curare gli alberi

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Il punteruolo rosso ha ucciso metà delle palme presenti sul territorio del comune di Orbetello. La stima l’ha fatta l’assessore all’Ambiente, rifiuti e Idroscalo, Luca Minucci, che nei giorni scorsi ha presentato un report sullo stato di salute delle palme orbetellane. «L'opposizione ha detto che avrebbe presentato un' interrogazione per sapere cosa stiamo facendo per salvare le palme del nostro Comune - dice Minucci - Proprio per questo ho deciso di spiegare come stanno le cose. Innanzitutto nei giorni scorsi abbiamo convocato i fitosanitari e l'azienda che lo scorso ottobre si è aggiudicata il bando, per analizzare i metodi e i trattamenti svolti fino ad ora, che dipendono da un bando che è stato preparato e dato in affidamento dalla passata amministrazione. L'incontro - chiarisce l'amministratore - è servito anche a valutare come poter intensificare il servizio in modo da poter tutelare al massimo le nostre palme». L’amministrazione guidata da Andrea Casamenti per intervenire ancora meglio ha predisposto anche una variazione di bilancio che - precisa Minucci - «sarà seguita da altre qualora ne riscontrassimo il bisogno».

Il servizio per la tutela delle palme prevede tre trattamenti di irrorazione in chioma e 5 di endoterapia. «Secondo le nostre valutazioni - aggiunge l'assessore - non sono sufficienti e non garantiscono la dovuta difesa delle palme. Al momento dell'affidamento, effettuato in grave ritardo, molte palme erano state già infettate». Minucci fa poi i conti delle palme che sono state abbattute. «In precedenza sono già state abbattute 53 palme, il 20% dell'intero patrimonio palmizio stimato in 250 esemplari. Successivamente da ottobre 2015 a giugno 2016 sono state abbattute altre 40 palme, dimezzandone il loro numero totale, inoltre durante gli ultimi sopralluoghi effettuati sono state individuate altre 17 piante irrimediabilmente compromesse. Questa la situazione che abbiamo ereditato da Monica Paffetti che adesso grida allarme e che se forse avesse svolto il suo compito in maniera più puntuale avrebbe evitato tali drammatici numeri. Stiamo lavorando, grazie anche alla disponibilità e all'attenzione degli uffici, per poter salvare e arginare quanto più patrimonio palmizio possibile ma per far ciò oltre ai nostri sforzi, che assicuro saranno concreti, servirà anche l'aiuto dei privati che devono smaltire, come previsto sia dalla legge, in maniera corretta con operatori certificati e celermente le palme attaccate irrimediabilmente altrimenti - conclude - si rischia veramente di vanificare ogni tipo di azione». (i.a.)

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