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«Sui gazebo bisognava confrontarsi coi gestori»

«Sui gazebo bisognava confrontarsi coi gestori»

GROSSETO. Le modifiche alle regole sui gazebo dei locali sono state «letteralmente imposte» in un modo che «rischia di generare gravi danni agli esercizi commerciali, soprattutto del centro storico,...

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GROSSETO. Le modifiche alle regole sui gazebo dei locali sono state «letteralmente imposte» in un modo che «rischia di generare gravi danni agli esercizi commerciali, soprattutto del centro storico, e quindi a tutta la città». È l’opinione del centrosinistra che ieri ha visto approvare in consiglio comunale, contro il proprio parere, il nuovo regolamento sui dehor. I consiglieri comunali di Pd, Lista Mascagni sindaco e Passione per Grosseto definiscono l’azione governativa dell’amministrazione Vivarelli Colonna «il volto arrogante della maggioranza».

«L’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi – spiegano i cosiglieri del centrosinistra – ha imposto un drastico giro di vite sulle strutture a servizio delle attività commerciali (pedane, dehors), con una delibera approvata in consiglio comunale a colpi di maggioranza».

La questione della regolamentazione dei gazebo è annosa. I primi a disciplinarla erano stati gli amministrazioni di centrodestra (giunta Antichi) con un regolamento del marzo 2006. Il quale, osserva il centrosinistra, «non aveva impedito alla Procura della Repubblica di imbastire processi a tecnici comunali, professionisti e committenti che su quel regolamento avevano realizzato strutture a servizio delle loro attività. Provò a porvi rimedio la maggioranza di centrosinistra con una nuova disciplina nell’anno 2011». Il centrosinistra riconosce che quella disciplina andava aggiornata, ma disapprova il modo.

«L’aspetto che maggiormente sconcerta è che una modifica così incisiva e impattante sul tessuto produttivo della nostra città, già sofferente per la crisi, sia stata portata in consiglio comunale quasi alla chetichella. Non era forse opportuno confrontarsi prima con le associazioni rappresentative delle categorie economiche interessate? Coinvolgere anche la minoranza, nella responsabilità di una decisione così delicata, avrebbe significato forse tradire il mandato elettorale? In passato, il metodo del confronto preventivo ha portato a decisioni ponderate, equilibrate e maggiormente condivise, senza che per questo si rinunciasse alle responsabilità di governo. Come è avvenuto, solo pochi mesi fa, con l’approvazione della variante al Regolamento urbanistico».

«L’assessore Rossi, rinunciando a qualsiasi confronto, ha dimenticato completamente le ragioni del mondo produttivo», accusa l’opposizione. «Noi auspichiamo che il “metodo Rossi” venga prontamente abbandonato dalla maggioranza. Non solo perché c’è differenza tra comandare e governare, ma soprattutto perché esso provoca danni alla città».

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