Il Tirreno

Grosseto

Mostra d'arte à gogo e cinema d'impegno: la festa entra nel vivo

La locandina del film "Varichina", giovedì 22 settembre al Cassero
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La locandina del film "Varichina", giovedì 22 settembre al Cassero

Giovedì 22 settembre alla Città visibile vernissage per la collettiva d'arte al femminile dell'Agaf. E al Cassero "Varichina", storia di pregiudizi e di coraggio

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GROSSETO. Prosegue la nona edizione de La Città Visibile, il cui tema è “Per nascita e per scelta, arti al femminile in Maremma”. Giovedì 22 settembre una giornata di arte e cinema.

Mostre. Alle 18 s’inaugura infatti “Je suis la femme dans l’art”, mostra a cura dell’Agaf nella sede di via Mazzini 61. È una collettiva ispirata all’universo femminile, sulle tematiche: donna e lavoro, condizione femminile, violenza sulle donne, contributo delle donne in campo umanistico e scientifico. Fino a domani – dalle 10 alle 18 – prosegue nei meravigliosi spazi della troniera del Cassero Senese Don(n)ando, il laboratorio sperimentale di arte sociale condotto da Silvana Pincolini e curato da Vera Giommoni. E fino al 25 settembre continua la personale di Nora Camarri nella sede dell’associazione Eventi in via Varese: Il corpo luteo tratta in modo ironico e crudo il mondo femminile. Ad arricchire l’esposizione durante la Notte visibile della Cultura, sabato 24 settembre, sarà Cosimo Postiglione con un’inedita performance.

L’associazione Primavera Maremmana presenta inoltre un piccolo assaggio dell’opera di Anneliese Müller Nisi, artista tedesca da anni residente a Scansano, presente alla Galleria Pascucci, in piazza Valeri, fino al 2 ottobre. Mostra en plein air infine per il Gruppo Photodigital Grosseto che espone sotto i portici di piazza Dante un caleidoscopio di presenze femminili in grado di restituire una visione complessa e articolata della condizione culturale e sociale della città.

Cinema. Alle 21,15 al Cassero Senese (ingresso 5 euro) si proietta "Varichina", un film di Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo. Proiezione a cura del Clorofilla Film Festival. A Bari, quartiere Libertà, negli anni Settanta e Ottanta essere gay è difficile, confessarlo al mondo impossibile. Lorenzo De Santis, detto Varichina, lo sa. Ma non ci sta. E grida al mondo la sua verità, incurante del fatto che il mondo può fargli molto male. La docufiction racconta la storia a tinte forti di un uomo che di una vita senza privilegi (vendeva candeggina, puliva bagni pubblici, morirà disconosciuto dalla famiglia a causa delle sue scelte) ha fatto una bandiera. La storia coraggiosa del precursore di tutti i gaypride non appartiene solo al pubblico Lgbt, perché Varichina, trash prima che fosse di moda, gay prima che fosse permesso, è un rivoluzionario che parla a tutti noi.
 

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