Il Tirreno

Grosseto

Strade intitolate a donne, sì unanime

di Francesca Ferri
Strade intitolate a donne, sì unanime

Il consiglio comunale di Grosseto approva la mozione del M5s, ma respinge la soglia minima del 50 per cento

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GROSSETO. Le strade di Grosseto saranno più rosa. Poco dopo le 19 di martedì 20 settembre il consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione del Movimento 5 stelle che impegna il sindaco e la giunta a riorganizzare la toponomastica cittadina, incrementando il numero di strade intestate a figure femminili di rilevanza locale, nazionale e internazionale. Un traguardo che Grosseto raggiunge pochi giorni dopo Follonica che ha deciso di imboccare la via – passi il gioco di parole – della parità di genere anche per la toponomastica.

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Il provvedimento non è solo formale, ma contribuisce a dare la giusta visibilità anche alle donne, al loro contributo per il progresso scientifico, le arti, la storia, l’impegno civile, in una città, Grosseto, dove secondo i dati del progetto Toponomastica femminile esistono 372 strade e piazze intitolate a uomini e solo 16 intitolate a donne, per lo più sante e martiri.

Il provvedimento è ispirato, come ha riconosciuto anche la consigliera Daniela Lembo, che ha proposto la mozione, alla campagna del Tirreno “La Città donna” che in queste settimane, in concomitanza con la grande manifestazione “La Città visibile” dedicata all’arte delle donne, ha chiesto ai lettori di suggerire nomi di donne alle quali intitolare spazi cittadini. La risposta è stata entusiastica, con tantissime proposte, a dimostrazione che il tema è sentito e che i tempi sono arcimaturi per darsi una svegliata e mettersi in pari.

Eppure il percorso della mozione non è stato facile. La maggioranza di centrodestra si è impuntata sulla quota minima del 50% che Lembo ha proposto come soglia di partenza per le nuove intitolazioni. Per le nuove strade, insomma, il M5s proponeva che «almeno il 50%» fosse dedicato a donne.

«Rischiamo di avere un quantum di nomi femminili trovati a forza, ma che non siano così prestigiosi rispetto a quelli che vorremmo per la nostra città», ha detto in aula Giacomo Cerboni, Lega nord, assessore ai servizi demografici. «Non mettiamo un limite alla provvidenza e alle vie delle donne», ha aggiunto il presidente del consiglio comunale Claudio Pacella, Lega nord.

Insomma, tra il timore che non ci siano abbastanza donne meritevoli di avere intitolata una strada e l’ottimismo che arriva a scomodare le sfere celesti, la mozione ha rischiato di essere rispedita al mittente.

Cerboni, pur dichiarandosi d’accordo con la proposta e garantendo il proprio impegno a portare questo nuovo percorso in commissione Toponomastica, ha infatti proposto al M5s di ritirare la mozione e ripresentarla al successivo consiglio emendata del passaggio sul 50%. O di emendarla lì, su due piedi. La consigliera Lembo, a quel punto, ha ricordato a tutti che dire «almeno il 50%» significa dal 50% in su. «È solo un criterio per impegnare concretamente il consiglio e controllare si rispetti l’impegno».

Alla fine, però, ha prevalso la volontà di non farsi scappare un’occasione unica per un provvedimento a suo modo rivoluzionario. La mozione è stata emendata e così è stata approvata. All’unanimità.

«Sono contenta – dice Lembo a fine seduta –. Avrei preferito passasse nell’altro modo, ma ho avvertito che se non avessi tolto il passaggio del 50% avrebbero trovato la scusa per non approvare la mozione. È la prima dell’opposizione approvata in questa consiliatura e sono contenta di aver impegnato il consiglio e la giunta a incrementare il numero di strade intitolate alle donne. Mi auguro che l’assessore Cerboni ora tenga fede alla parola data».

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