Sicurezza
Strade al femminile: anche a Grosseto la richiesta ufficiale
Mozione di Daniela Lembo (M5s) in consiglio counale con l'obiettivo di ristabilire la parità... toponomastica
GROSSETO. La marea cresce e, dopo aver bagnato Follonica, arriva anche a Grosseto per rinfrescare un po’ la stantia e misogina toponomastica cittadina.
La consigliera comunale del Movimento 5 stelle, Daniela Lembo, tiene fede alla promessa fatta ad agosto e, come la collega follonichese Mirjam Giorgieri (Pd) per la propria città, presenta ai colleghi di consiglio una mozione per chiedere al sindaco e alla giunta di impegnarsi a dare più nomi di donne alle vie cittadine.
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La mozione, redatta dopo aver consultato gli attivisti cinque stelle, è stata protocollata il 13 settembre e sarà presentata in consiglio nella seduta di domani. «Spero che si riesca a votarla perché è solo al 18° punto di un ordine del giorno di venti punti», spiega Lembo. «Ma sono comunque contenta di presentarla».
La mozione, spiega la consigliera, raccoglie l’appello del Tirreno lanciato con la campagna “La città donna”, che a sua volta riprende da un lato l’iniziativa del progetto Toponomastica femminile (www.toponomasticafemminile.com) e dall’altro il tema di quest’anno de La Città visibile, la grande manifestazione culturale in corso in questi giorni a Grosseto che indaga l’arte al femminile.
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La ragione di questa campagna è presto detta. Secondo i rilevamenti di Toponomastica femminile, a Grosseto su 1139 strade, 372 sono intitolate a uomini e solo 16 a donne. Per di più queste intitolazioni sono per lo più riferite a personaggi religiosi (sante o martiri), mentre si contano sulle punta delle dita le vie o le piazze intitolate a donne protagoniste di esperienze politiche o del mondo della scienza e della cultura. Praticamente inesistenti, a parte un paio di eccezioni, le personalità locali. Una lacuna che Grosseto condivide con il resto dell’Italia.
«L’assenza di intitolazioni alle donne _ spiega Lembo nella mozione _ non è dovuta alla mancanza di figure di riferimento, quanto piuttosto a una scarsa considerazione della loro presenza nella storia, nella cultura, nella scienza e nella politica. Ripensare alla toponomastica è uno dei modi per riequilibrare i rapporti di genere e può rappresentare una nuova e imparziale prospettiva dell’azione amministrativa della città». Come? Rendendo visibile la storia delle donne e valorizzando la loro biografia e la loro memoria anche semplicemente dedicando loro strade e spazi cittadini, scrivendo il loro nome sui cartelli.
«Molte di noi donne del M5s fanno parte del gruppo Maremma alla pari e la questione della toponomastica femminile ci ha interessato», spiega Lembo. «Il via ci è stato dato dal Tirreno con questa iniziativa che riprende quella nazionale di Toponomastica femminile. E tutti gli attivisti, anche gli uomini, hanno abbracciato con entusiasmo la proposta».
I pentastellati grossetani si sono messi al lavoro subito «perché _ spiega Lembo _ ci tenevamo a presentare questa mozione entro settembre, in concomitanza con La Città visibile, il cui tema quest’anno sono le arti al femminile. Anche se è un'iniziativa della passata amministrazione, ci sembra importante e sarebbe incoerente che il Comune non approvi una mozione che va verso la parità di genere».
In concreto la mozione del M5s chiede di riorganizzare la toponomastica cittadina, anche alla luce dell'obbligo _ finora disatteso _ che gli enti locali hanno di omogeneizzare lo stradario secondo i canoni nazionali e internazionali, e di riservare alle donne almeno il 50 per cento delle prossime assegnazioni.
Non solo. Nello spirito partecipativo del Movimento, i pentastellati chiedono che nella scelta dei nomi delle strade il Comune si avvalga della collaborazione dei cittadini e degli studenti attraverso una pubblica consultazione sfruttando l’occasione della Città visibile (durante la quale il liceo artistico ha preparato anche delle performance per ribattezzare, per una notte, le strade del centro, dedicandole ad alcune donne), e il sondaggio del Tirreno tra i lettori (chiunque può suggerire uno o più nomi di donne scrivendo a grosseto.it@iltirreno.it o indicandolo sulla pagina Facebook del Tirreno di Grosseto).
«Inoltre _ conclude Lembo _ come Movimento 5 stelle abbiamo suggerito, e la proposta è stata accettata, che durante la Notte visibile della cultura, il 24 settembre, chiunque vada a farsi timbrare il Passaporto della Cultura possa scegliere il nome di una donna alla quale dedicare una strada da un elenco di nomi».
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