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Le biciclette Tommasini conquistano la Merkel
Grande successo dell’azienda di via Nepal al salone Eurobike di Friedrichshafen Storia di un’impresa artigiana che ogni giorno sfida le multinazionali del settore
GROSSETO. Il Made in Maremma incanta ancora. La Tommasini, storica azienda grossetana leader nel settore della produzione artigianale di biciclette, ha fatto registrare un grande successo all’Eurobike, la fiera del settore, che si è svolta a Friedrichshafen, sulla sponda tedesca del lago di Costanza.
L’azienda fondata nel 1957 da Irio Tommasini, insignita nel 2015 del Grifone d’oro, oggi diretta dalle figlie Barbara e Roberta e dai loro mariti, Alessandro Malentacchi e Valfrido Migliorini, ha presentato in Germania il catalogo e le novità sono piaciute a operatori e pubblico.
«Siamo presenti all’Eurobike ormai da 15 anni – dice Alessandro Malentacchi – Un appuntamento fondamentale per incontrare rivenditori strategici e verificare le nuove richieste di mercato. Per tre giornate gli stand sono aperti sono agli addetti ai lavori, negli ultimi giorni, invece, si sono svolte delle dimostrazioni, evoluzioni spettacolari ed esibizioni. Abbiamo innanzitutto constatato con soddisfazione che siamo gli unici ad avere una produzione al 100% interna e questo ci rende orgogliosi. Dalla nostra azienda, grazie ai dodici dipendenti a tempo indeterminato, escono adesso dalle 1.000 alle 1.200 biciclette all’anno.
Numeri importanti, considerando il momento e la concorrenza di multinazionali e l’avvento delle biciclette in carbonio. I 2.000-2.500 pezzi prodotti a cavallo tra il 1990 e il 2000 sono purtroppo un ricordo: la globalizzazione ha cambiato anche questo mondo. Adesso ci sono le fiere e il web per acquistare prodotti». «Per questo – sottolinea Malentacchi – negli ultimi anni abbiamo diversificato i mercati, espandendoci in Germania, Giappone, Stati Uniti, i clienti migliori e i paesi con maggiori vendite dopo l’Italia, ma anche Cina, Thailandia, Malesia, Australia».
L’avvento del carbonio per le biciclette da corsa ha costretto la Tommasini biciclette ad andare in controtendenza. «Le bici con il telaio in carbonio fanno parte del top della nostra gamma e rappresentano il 15% della produzione e arrivano a costare fino a 8.000 euro. Siamo fortunatamente riusciti a rimanere leader nazionali con biciclette in titanio, alluminio e acciaio inossidabile. Accanto alle bici da corsa ci sono infatti quelle per il gran turismo, gravel (un modello che va per la maggiore: biciclette con un’impronta da corsa pensate però per affrontare strade bianche, sentieri e sterrati) e mountain bike. Da noi si rivolge chi vuole ben figurare nelle gran fondo o ama l’acciaio».
Grazie alla Tommasini, che fino al 2008 è stato sponsor tecnico delle più grandi società professionistiche (portando sul podio miti di questo sport) e fino al 2014 di sodalizi dilettantistici, Grosseto è unanimemente riconosciuta la capitale delle due ruote ed è una delle eccellenze toscane, motivo del premio ricevuto nel 2011 nel corso di Maremma Food Shire dalla Camera di commercio.
«Nella nostra sede di via Nepal – dice Valfrido Migliorini – vengono da tutte le partite del mondo. Si tratta di semplici cicloamatori, ciclisti professionisti, ma anche solamente amanti della bici da utilizzare in città».
«La politica aziendale – prosegue Malentacchi – non è mai cambiato negli anni, da quando Irio e la moglie Anna decisero di aprire un’azienda di biciclette, è da sempre legata alla qualità utilizzando materiali di primissima scelta e tecnologia innovativa poichè la bicicletta Tommasini deve essere un’esperienza unica per chi corre e per chi la utilizza per il tempo libero. Il lavoro dei nostri maestri artigiani consente una cura ottimale dei particolari, un lavoro fatto di stile e passione, con rifiniture che non è possibile trovare in una catena di montaggio. Le stesse qualità che ha chi decide di acquistare un nostro prodotto».
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