Il Tirreno

Grosseto

Ecco il progetto Chigiotti per la cultura a Grosseto

di Enrico Pizzi
Ecco il progetto Chigiotti per la cultura a Grosseto

Il neopresidente di Fondazione evita le polemiche e presenta il suo programma Idee ambiziose, ma ancora niente soldi certi: «Vogliamo più soci privati»

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GROSSETO. «Polemiche e diatribe non mi interessano, mi interessano solo i risultati e poter fare qualcosa per la mia città». Il presidente della Fondazione Grosseto Cultura, Giuseppe Chigiotti, tira dritto, presenta il programma appena approvato a maggioranza dal consiglio di amministrazione e non lo preoccupa che due componenti dello stesso cda, le rappresentanti dei soci privati Luisa Morelli e Alessandra Paolini, abbiano lamentato mancanza di condivisione del programma e decisioni del presidente assunte oltre le sue competenze.

Chigiotti ha definito il programma «partecipato», condiviso con i soci privati, uno dei quali avrebbe anche proposto integrazioni accolte senza problemi. «Non è un programma calato dall’alto - dice Chigiotti - io ci ho messo la filosofia di fondo, ma i contenuti sono frutto di partecipazione». Ed è un programma molto ambizioso che però, al momento, non ha ancora né un piano finanziario - sarà predisposto a novembre - né le risorse per essere realizzato. Un canovaccio, dunque, come lo chiama lo stesso Chigiotti.

La filosofia di fondo. La fondazione, nelle intenzioni del suo presidente, deve divenire «laboratorio culturale, propagatore di idee, sempre in stretta collaborazione con l’assessorato alla cultura». Due i piani di lavoro: il primo, quello dell’identità socio-culturale di Grosseto e del suo territorio; il secondo quello volto a stimolare l’interesse nazionale e internazionale su Grosseto e la Maremma.

La base sociale. Chigiotti vuole portare da 5.000 a 2.500 euro la quota minima dovuta dai soci che hanno diritto di essere rappresentati nel cda, per far crescere il numero dei soci privati, senza trascurare la possibilità, per quanto remota, che qualcuno contribuisca in modo ben più sostanzioso. Anche per questo si studiano possibili sgravi fiscali collegati con il sostegno alla fondazione. Per i soci sostenitori, poi, Chigiotti ipotizza anche «gratificazioni mondane», spazi esclusivi in occasione delle varie iniziative.

Le arti visive. Tutte le realtà presenti al primo piano dell’ex convento delle clarisse saranno unificate sotto un unico soggetto che si chiamerà “Clarisse centro delle arti visive”. La Città visibile non durerà più solo un mese, ma dodici mesi e la prospettiva è di «prendere in affitto dal Comune un altro spazio espositivo per rassegne monografiche su ogni artista che ha vissuto o vive in Maremma, mostre - spiega Chigiotti - che saranno curate da critici di livello nazionale». E alle Clarisse il nuovo corso inizierà con la mostra di Natale dedicata a Pietro Aldi.

La musica. In attesa di una casa della musica, dove alloggiare l’istituto musicale, che in via Bulgaria ha una sede inadeguata anche da un punto di vista dell'acustica, il presidente Chigiotti pensa già a nuove modalità di insegnamento, con docenti che vengano a Grosseto da fuori, per brevi periodi, e che si esibiscano anche in concerti con gli allievi. Per l’estate prossima, poi, c’è l’idea di portare la lirica in piazza Dante. «Sicuramente - dice - faremo Rigoletto, privilegeremo Verdi, che è meno complicato». L'investimento principale, però, andrà a potenziare il premio Scriabin.

Le scienze. Il museo di storia naturale, per Chigiotti, è la realtà più strutturata, che ha già collegamenti e rilevanza a livello internazionale. Gli mancano spazi adeguati, e proprio per ampliare il museo si ipotizza di acquisire edifici confinanti.

Il quinquennio. Il 2016 è ormai agli sgoccioli, gli appuntamenti in calendario sono il 29 settembre, con la tavola rotonda “Fare musica in Maremma”, e a novembre tavola rotonda “Cultura in Maremma”. Per ricordare i 50 anni dall'alluvione, poi, si punterà sull’installazione di Emilio Isgrò. Nel 2017 sarà celebrato il centenario dalla nascita di Carlo Cassola. Nel 2018 è in agenda la prima edizione del festival biennale “Nelle piccole città c’è il Dna dell'umanità. Realtà e futuro delle piccole città”. Nel 2019 un evento racconterà le fortificazioni del Rinascimento. Per il 2021, invece, le bonifiche e il paesaggio di Maremma.

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