Sicurezza
Condannato per averle impedito di riposare
GROSSETO. Il giudice Marco Mezzaluna ha condannato a due anni un cittadino romeno di 47 anni, imputato di maltrattamenti nei confronti della moglie. Una vicenda avvenuta in un centro della montagna...
GROSSETO. Il giudice Marco Mezzaluna ha condannato a due anni un cittadino romeno di 47 anni, imputato di maltrattamenti nei confronti della moglie.
Una vicenda avvenuta in un centro della montagna quattro anni fa. Secondo l’imputazione, l’avrebbe percossa, umiliata e minacciata. Le avrebbe anche impedito di riposare. E nell’ultimo degli episodi che hanno costituito il capo di imputazione, l’avrebbe picchiata costringendola a farsi refertare: l’avrebbe presa a calci, causandole contusioni alle braccia e alle gambe, ritenute guaribili in dieci giorni. I fatti contestati risalivano al giugno 2012.
Nel corso del procedimento sono state ascoltate le testimonianze relative alle vicende della donna, che ha 46 anni e che è sua connazionale. A chiusura del dibattimento il viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo ha ritenuto provata la responsabilità dell’uomo e ne ha chiesto la condanna a 2 anni e 4 mesi. I difensori Lucia Rossi e Adriano Galli hanno contestato le conclusioni dell’accusa, evidenziando le criticità delle contestazioni.
E sempre ieri, di fronte allo stesso giudice, nuova udienza di un caso in gran parte simile ma non ancora arrivato alla sentenza: in questo caso, l’imputato è un cittadino romeno, che deve rispondere di stalking (sms, telefonate, minacce, minacce di suicidio, offese) e lesioni nei confronti della moglie da cui era separato, nonché di aver fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio della coppia: anche per lui e per la sua incolumità la donna sarebbe stata in ansia. I fatti contestati dalla Procura risalgono per lo più al 2012. La donna, che ha poco più di 40 anni, non è più in Italia: è stata dichiarata irreperibile e di lei vi sono nel fascicolo le dichiarazioni rese all’epoca. Sull’utilizzabilità di quelle parole ci sarà comunque da discutere in aula. Ieri invece sono stati sentiti due ispettori dell’Anticrimine della Questura di Grosseto che si erano occupati degli accertamenti relativi alla famiglia. Altri ne devono ancora essere ascoltati e per questo motivo il giudice ha aggiornato il processo alla fine di febbraio.
(p.s.)
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