Il Tirreno

Grosseto

Bando in ritardo e proroghe silenziose

di Gabriele Baldanzi
Bando in ritardo e proroghe silenziose

Sono oltre centicinquanta gli ospiti i Maremma ancora affidati a chi era stato escluso dall’avviso redatto per l’anno in corso

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GROSSETO. Nel dicembre del 2015 la Prefettura di Grosseto pubblica un avviso di gara relativo all’accoglienza dei richiedenti asilo per l’anno 2016, promettendo di avviare l’erogazione del servizio di accoglienza ai vincitori con decorrenza indicativa dal 1° marzo e fino al 31 dicembre 2016. Il 18 gennaio si chiudono i termini per la presentazione delle domande. Nove risultano i concorrenti: Arci Grosseto (48 posti offerti), Agape (18), la cooperativa onlus “Solidarietà è Crescita” de L'Altra Città (87), Auxilium Vitae con strutture a Castel del Piano, Castiglione e Grosseto (86), la cooperativa Uscita di Sicurezza di Luca Terrosi (59), la rti Tre Fontane Senis Hospes di Roma (50), l'associazione Homo Diogene di Gavorrano (24), la cooperativa sociale Ildebrando di Pitigliano (16) e la rti livornese Cuore Liburnia-Arcobaleno (99). Le ultime quattro partecipano per la prima volta ad avvisi della Prefettura di Grosseto.

Per ragioni che non si conoscono, però, l’esito dell’avviso di gara subisce un forte rallentamento. È solo dopo cinque mesi - nella seduta pubblica del 1° giugno - che la Commissione procede all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, formalizzando l’esclusione, a sorpresa, dell’offerta economica dell’associazione lucchese Partecipazione e Sviluppo. Non è un concorrente qualsiasi, ma quello che in Maremma detiene la fetta più grossa di rifugiati. Un’esclusione verbalizzata e comunicata il 7 luglio. Il 18 luglio (nel frattempo sono già trascorsi sei mesi del 2016) sul sito della Prefettura compare la graduatoria definitiva con le note specifiche. Primo posto per l’Arci, secondo per i romani che vogliono portare gli immigrati a Capalbio, terzo per l’Agape (Palmieri-Brogi), quarta posizione per la rti Cuore Liburnia-Arcobaleno e ultimo posto disponibile per “Solidarietà è Crescita”. Sembra fatta, ma non lo è.

Nel frattempo le Prefetture di Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Massa, Siena, Pistoia, Arezzo, Prato hanno pubblicato avvisi identici, molti addirittura con scadenza successiva a quello di Grosseto. Anche in altre città (un paio), effettivamente, si registrano, ritardi fisiologici e contrattempi ma prima dell’inizio dell'estate la partita è chiusa ovunque e ai vincitori vengono affidati i servizi e assegnati i rifugiati.

In Maremma no. Qui tutto è invariato rispetto al 2015. Ad oggi un nutrito numero di immigrati (oltre 150) restano affidati a chi è stato addirittura escluso - per inadempienze - dall’avviso 2016. Una proroga silenziosa da centinaia di migliaia di euro. L’affidamento avuto dall’associazione lucchese Partecipazione e Sviluppo - con la procedura di gara per l'anno 2015 - prevedeva infatti, all’articolo 8, la conclusione del rapporto al 31 dicembre 2015, con la possibilità di proroga «espressa da parte della stazione appaltante, per un periodo non superiore a quello del contratto originariamente stipulato». Questo nell’ipotesi in cui si fosse manifestata l’esigenza di continuare ad assicurare i servizi e non fossero giunte direttive diverse da parte del Ministero dell’Interno.

In pratica sembra di capire che la convenzione poteva essere oggetto di proroga al massimo fino al 30 giugno 2016 e non oltre. Attualmente i posti forniti dall'associazione Partecipazione e Sviluppo si trovano a Roccastrada (50), Gerfalco (25), Paganico (24), Castellaccia (20), Gavorrano (7), Ghirlanda (18), e Prata (24), per complessivi 168 richiedenti asilo. Facendo due calcoli, molto semplici, si scopre che su una ipotetica retta giornaliera di 30 euro, cioè inferiore a quella dell’offerta, il ritardo della Prefettura di Grosseto ha prodotto per l’associazione Partecipazione e Sviluppo un introito - conteggiato tra il 1 marzo e il 30 settembre 2016 - di un milione e 73 mila euro. Ma il bando 2015 - stando alla previsione più pessimistica - avrebbe dovuto chiudersi (considerata anche la proroga) al 30 giugno. Quindi ci sono 463 mila euro “fantasma” (maturati tra il 1 luglio e il 30 settembre) che non trovano alcun giustificativo.

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