Sicurezza
«Non si tocchino neppure le posizioni organizzative»
GROSSETO. «Noi, come Uil, non abbiamo avuto fino a oggi alcun incontro con gli amministratori del Comune di Grosseto rispetto alla riorganizzazione in corso». Lo precisa la segreteria provinciale del...
GROSSETO. «Noi, come Uil, non abbiamo avuto fino a oggi alcun incontro con gli amministratori del Comune di Grosseto rispetto alla riorganizzazione in corso».
Lo precisa la segreteria provinciale del sindacato, chiarendo il quadro rispetto a indiscrezioni di stampa. «Come UilFpl, nel rispetto delle prerogative delle parti – spiegano ancora Sergio Sacchetti e gli altri membri della segreteria – abbiamo ritenuto di poter dare un contributo, inviando all’amministrazione un documento articolato in più punti, con la speranza che potesse essere motivo di stimolo, di riflessione, oltreché di discussione. Al momento non c’è stato nulla più di questo».
Ecco, in sintesi, cosa chiede la Uil. «Innanzitutto si deve prendere coscienza del ruolo guida del comune capoluogo, sia come futuro riferimento territoriale (data la dismissione di Province e Camere di Commercio), sia come elemento predominante nelle politiche amministrative a livello decentrato. Il Comune di Grosseto dovrà farsi carico della necessaria regia e coordinamento tra i comuni del territorio sud della Toscana. Inoltre, nel ridisegnare i settori, si tenga conto di quanto si sono accresciute materie come stato civile e servizi demografici, sicurezza pubblica e polizia, ambiente, sociale e integrazione».
Dopo questa premessa Uil delinea le sue aspettative. Due in particolare. «Il Comune di Grosseto, fin qui, si è indirizzato in un’ottica di conferma in toto, nei loro incarichi, dei dirigenti di ruolo e di quelli a tempo determinato. Noi pensiamo quindi che in questa fase la stessa cosa debba essere attuata per le professionalità che hanno la posizione organizzativa. Altrimenti, a nostro avviso, non si dà l’impressione di una riorganizzazione (improbabile, peraltro, dato l’esiguo tempo a disposizione), ma di un mero e residuale avvicendamento di alcuni con altri».
La seconda richiesta riguarda invece il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, approvato nel 2008, ad avviso di Uil,«obsoleto e decontestualizzato». «Si deve meglio definire il ruolo di coordinamento apicale (che negli ultimi anni è, di fatto, mancato), figure che razionalizzino le istanze dei dirigenti. Le posizioni organizzative invece non devono aumentare ma semmai essere ricalibrate, per ottimizzare i carichi di lavoro e i nuovi compiti. Se si pensasse di decurtare o depotenziare, magari per finanziare nuove po, noi andremo davanti al giudice del lavoro. Attenzione anche a non disperdere le professionalità esistenti, il cui non utilizzo costituirebbe un errore. Altro consiglio è quello di non premiare la fiduciarietà del dipendente, così come andrà evitato lo spacchettamento o la parcellizzazione di alcune aree con premi-contentino che non hanno senso».
Uil conclude la sua nota parlando di sicurezza sul lavoro, dei palazzi comunali e dei rapporti con la società in house Sistema e con l’istituzione Iside. (g.b.)
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