Il Tirreno

Grosseto

Le mani sull’isola del Giglio per gestire lo spaccio di cocaina

di Francesca Gori

Arrestati due uomini: avevano picchiato e minacciato un “concorrente” mandandolo all’ospedale Erano diventati l’incubo degli abitanti: spadroneggiavano e cercavano di sopraffare gli altri

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ISOLA DEL GIGLIO. Il mercato della cocaina sull'isola del Giglio doveva essere tutto nelle loro mani. E per mantenere il primato, non si fermavano di fronte a nulla: minacce, botte, telefonate continue per ricordare che erano loro che dovevano dettare legge sull’isola, almeno in quel settore. Un sistema che avevano sperimentato diverse volte e che li avevano fatti finire nel mirino dei carabinieri dell’isola. Uno di loro gestiva un bar al porto, l’altro lavorava come dipendente. Ma insieme erano diventati il terrore dei piccoli spacciatori dell’isola, dove gli abitanti non sono abituati ad aver a che fare con quei metodi. Con le botte e le minacce che utilizzavano per evitare che qualcun altro si azzardasse a mettere le mani sullo spaccio di cocaina, che volevano gestire da soli.

Ieri i carabineri del norm di Orbetello insieme agli uomini della stazione di isola del Giglio hanno arrestato con l’accusa di rapina aggravata i due uomini: Danilo Acri, 37 anni e Antonio Morra, 36 anni.

I due sono il titolare e il dipendente di un bar che si trova sul porto del Giglio e sono anche indagati dalla Procura per spaccio, estorsione e lesioni aggravate.

Le indagini sono cominciate il 28 luglio, quando sull’isola accadde un episodio inquietante: un giovane albanese, anche lui con precedenti per spaccio, era stato picchiato selvaggiamente. Era dovuto intervenire Pegaso e il ragazzo era stato portato all’ospedale Misericordia di Grosseto con un trauma cranico.

Era stato lui a dare indicazioni precise ai carabinieri: a pestarlo erano stati due uomini corpulenti che parlavano con accento napoletano. Lo avevano minacciato - aveva poi aggiunto - di «farlo fuori» se avesse continuato a dare loro fastidio. Sull’isola insomma, il traffico di cocaina doveva restare soltanto nelle loro mani. Per rendere più temibili e reali le loro minacce i due lo avevano picchiato con calci e pugni, poi lo avevano colpito con un casco e gli avevano portato via il cellulare lasciandolo a terra in una pozza di sangue. L’albanese aveva riportato un trauma cranico e per questo era stato portato all'ospedale dove era stato tenuto sotto osservazione per 24 ore.

I carabinieri del Giglio e i colleghi del norm di Orbetello, sulla base delle dichiarazioni del ferito che aveva anche riconosciuto i due dalle foto, hanno identificato gli aggressori e hanno messo sotto controllo i telefoni di Acri e Morra. Ascoltando le conversazioni tra i due, i militari hanno avuto la conferma dell’episodio dell’aggressione all’albanese: si dicevano infatti, di aver impartito una lezione all’uomo lasciandosi andare a commenti beffardi. Alludendo anche al fatto di aver assunto atteggiamenti di sopraffazione nei confronti degli isolani, grazie al quale spadroneggiavano al Giglio.

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