La manifestazione
«Eventi di livello internazionale»
Nel 2017 rassegna sui 100 anni di Cassola. I soldi? «Più soci privati»
GROSSETO. Il presidente Chigiotti, spiega l’ufficio stampa del Comune, se replicherà alle consigliere lo farà domani. Per ora è solo possibile leggere il suo programma per il futuro di Fondazione Grosseto Cultura. E basta darci un’occhiata per capire quanto ci abbia messo di suo Giuseppe Chigiotti. Eccone alcuni stralci.
Uscire dalla mediocrità. «Il mio intendimento – spiega nel programma – è quello di riprendere il lavoro che è stato fatto fino a oggi incrementando il valore di certe strutture e di certe iniziative, per meglio contribuire alla definizione della identità socio-culturale della nostra comunità e per uscire da quella mediocrità culturale che non appartiene a questa città. Voglio stimolare l’interesse della comunità, dei media nazionali e internazionali per incentivare l'attenzione su Grosseto».
Il nodo dei quattrini. Poi Chigiotti spiega come arriveranno i denari necessari per attuare il programma. «Bisogna rafforzare il collegamento tra Fondazione e comunità attraverso l’aumento del numero dei soci aderenti, prevedendo come quota minima di partenza la sottoscrizione di un gettone da 2.500 euro. Ovviamente si tratta di una cifra incrementabile offrendo un controvalore di servizi. Porteremo modifiche allo statuto per permettere benefici fiscali ai sottoscrittori anche grazie agli Art Bonus. Contatteremo professionisti, associazioni di categoria, società pubbliche e altre amministrazioni comunali. Ai consiglieri di amministrazione rappresentanti dei soci privati verrà dato specifico incarico in questo senso».
Le scuole, la sede, il comitato. Chigiotti tocca tanti tasti nel suo programma. Il coinvolgimento delle scuole, il trasferimento della sede nel centro della città come fatto simbolico e migliorativo della funzionalità della Fondazione. E ancora l’istituzione di un comitato consultivo formato dal presidente e da critici di livello internazionale competenti delle discipline afferenti alla attività della fondazione. «In conclusione, dopo cinque anni, vorrei lasciare una città anche culturalmente diversa da quella che l’attuale amministrazione ha trovato, oggetto di attenzione da parte di un pubblico nazionale e internazionale».
Clarisse, Istituto musicale, Museo di Storia naturale. Tre diversi capitoli del suo programma Chigiotti li dedica all’approfondimento di questi tre rami della Fondazione, lasciando intendere che allo stato attuale molto c’è da cambiare e lavorare per arrivare ai livelli e agli obiettivi prefissati. Per le tre strutture Chigiotti pensa in grande: acquisizione di nuovi edifici (tra cui l’attuale carcere per il Museo), informatizzazione del patrimonio, etc.
Eventi. Si comincia con il ricordo dei 50 anni dall’alluvione (installazione di Emilio lsgrò, performance corali, tutto ancora da calendarizzare), poi nel 2017 la rassegna sui cento anni dalla nascita di Carlo Cassola (mostra, convegno internazionale, rassegna cinematografica, produzione di un documentario, progetto per l’acquisto delle carte di Cassola e ciclo di letture). Invece «il premio Monicelli per avere un seguito dovrà essere ripensato come formula, perché le edizioni passate, per quanto sono costate, non hanno creato indotto e non hanno avuto riscontro sui media nazionali. Affronteremo quindi la progettazione della nuova edizione solo se ci sarà la sicurezza della copertura finanziaria da parte degli sponsor». (g.b.)
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