Sicurezza
Volevano gestire il traffico di cocaina al Giglio: arrestati
L'indagine dei carabinieri cominciata con il pestaggio di un "concorrente": due uomini ai domiciliari
ISOLA DEL GIGLIO. Il mercato della cocaina sull'isola del Giglio doveva essere tutto nelle loro mani. E per mantenere il primato, non si fermavano di fronte a nulla: minacce, botte, telefonate continue per ricordare che erano loro che dovevano dettare legge sull'isola, almeno in quel settore. Questa mattina, sabato 17 settembre, i carabineri del norm di Orbetello insieme agli uomini della stazione dei isola del Giglio hanno arrestato con l'accusa di rapina aggravata i due uomini: Danilo Acri, 37 anni e Antonio Morra, 36 anni.
I due sono il titolare e il dipendente di un bar che si trova sul porto del Giglio e sono anche indagati dalla Procura per spaccio, estorsione e lesioni aggravate. Le indagini sono cominciate il 28 luglio, quando sull'isola accadde un episodio inquietante: un giovane albanese, anche lui con precedenti per spaccio, era stato picchiato selvaggiamente. Era dovuto intervenire Pegaso e il ragazzo era stato portato all'ospedale Misericordia di Grosseto.
Era stato lui a dare indicazioni precise ai carabinieri: a pestarlo erano stati due uomini corpulenti che parlavano con accento napoletano. Lo avevano minacciato - aveva poi aggiunto - di "farlo fuori" se avesse continuato a dare loro fastidio. Sull'isola insomma, il traffico di cocaina doveva restare soltanto nelle loro mani. Per rendere più temibili e reali le loro minacce i due lo avevano picchiato con calci e pugni, poi lo avevano colpito con un casco e gli avevano portato via il cellulare lasciandolo a terra in una pozza di sangue. L'albanese aveva riportato un trauma cranico e per questo era stato portato all'ospedale dove era stato tenuto sotto osservazione per 24 ore.
I carabinieri del Giglio e i colleghi del norm di Orbetello, sulla base delle dichiarazioni del ferito che aveva anche riconosciuto i due dalle foto, hanno identificato gli aggressori e hanno messo sotto controllo i telefoni di Acri e Morra. Ascoltando le conversazioni tra i due, i carabinieri hanno avuto la conferma dell'episodio dell'aggressione all'albanese: si dicevano infatti,di aveer impartito una lezione all'uomo lasciandosi andare a commenti beffardi.
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