Il dolore
Tirrenica, De Martis «Incontri riservati? È una vergogna»
Federconsumatori critica il sindaco di Orbetello Casamenti per il riserbo sul colloquio con il commissario per la A12
GROSSETO. Al presidente di Ferderconsumatori Giuseppe De Martis quell’incontro top secret in cui si è disquisito di Tirrenica non è andato giù. Perché quel progetto è un affare di tutti: è dei politici (per cui attualmente è una gatta da pelare) ma è soprattutto dei cittadini. Parliamo del colloquio che il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti ha avuto di recente con Giorgio Fiorenza, il commissario straordinario a cui il Governo ha affidato l’affaire A12, l’autostrada che dovrebbe collegare Genova con Roma senza interruzioni, e il cui completamento tapperebbe quel buco sul litorale toscano che corrisponde alla Maremma grossetana. Del colloquio si è saputo a incontro avvenuto, mentre sul contenuto il primo cittadino della Laguna mantiene il più stretto riserbo. Ad interim. E per questo c’è materia di che discutere, secondo De Martis.
Macché segreto. «Forse il sindaco di Orbetello – dice De Martis – dimentica che nel momento in cui il commissario Fiorenza parla con lui, si sta rivolgendo a tutti i cittadini. Il sindaco non è forse il rappresentante degli interessi e della volontà della maggior parte degli elettori? Questo riserbo è inaccettabile, è una vergogna». Interrogato dal Tirreno su cosa si sia detto in quell’incontro, Casamenti ha risposto: «Il contenuto rimane riservato». Punto.
Progetto svelato. Nel bouquet dei sindaci maremmani coinvolti nella futuribile realizzazione del Corridoio Tirrenico – da Grosseto a Capalbio passando per Magliano – Casamenti occupa un ruolo cruciale; idem Luigi Bellumori, il primo cittadino della bella Capalbio che un anno fa diceva al governatore toscano Enrico Rossi: “Vuoi la Tirrenica? Falla”. Se il territorio della Maremma è fragile, dalla Laguna di Orbetello all’oasi capalbiese di Burano, la fragilità sfiora l’apice. È anche per questo che c’è tanta attesa per una convocazione che l’assessore ai trasporti della Giunta Rossi, Vincenzo Ceccarelli, ha inviato a Casamenti: il 21 settembre al sindaco di Orbetello sarà svelato – è proprio il caso di dirlo – il tracciato del famigerato lotto Fonteblanda-Ansedonia. «Subito dopo quell’incontro – schiaccia sull’acceleratore De Martis – dovrà relazionare i contenuti in un incontro pubblico» che in effetti Casamenti ha promesso.
Strada da incubo. Torna in auge il dibattito sulla realizzazione della Tirrenica, l’infrastruttura viaria indicata da cinquant’anni a questa parte come la panacea di molti mali di cui patisce la Maremma: dal nanismo delle imprese dell’agroalimentare alla quota di export sulle esportazioni regionali, talmente residuale da creare imbarazzo. «E questa volta il dibattito torna in auge – considera il presidente della Federconsumatori grossetana – pur non essendoci appuntamenti elettorali a stretto giro. Noi siamo d’accordo con il governatore Rossi quando dice che il nostro tratto dell’Aurelia è una delle strade più pericolose d’Italia: ma lo è tutto, da Grosseto a Capalbio». Pensiamo allo svincolo per Cupi, per Banditella e Molinaccio, al tratto all’altezza delle tenute di Collecchio. Nel caso in cui, dunque, si mettesse mano all’Aurelia aprendo un cantiere per alzare gli standard di sicurezza – ipotesi migliore e, anzi, auspicabile, secondo Federconsumatori rispetto alla costruzione di una nuova arteria – bisognerebbe intervenire da Grosseto a Capalbio, e non solo da Orbetello al confine con il Lazio.
Autostrada addio. E c’è un messaggio da Federconsumatori anche per il governatore Rossi «Non siamo d’accordo, invece – continua il numero uno di Federconsumatori – quando il presidente della Regione parla di “autostrada”. Il progetto di un’autostrada era motivato 15-20 anni fa; alla luce della crisi economica, adesso, non lo è più. È solo un progetto faraonico da far pagare ai grossetani». De Martis ricorda che, qualora il futuribile corridoio fosse a pagamento «dovrà essere garantita – aggiunge – una via alternativa, complanare e gratis. Ma i soldi non bastano per realizzare anche le complanari, che per altro sconquasserebbero mezza Maremma».
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