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Spacciò la dose fatale Condannato a 5 anni

GROSSETO. E' stato condannato a 5 anni Nadiri Abderazaz, cittadino marocchino classe 1992, imputato all’udienza preliminare per la cessione della droga che nel giugno 2015 aveva causato la morte per...

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GROSSETO. E' stato condannato a 5 anni Nadiri Abderazaz, cittadino marocchino classe 1992, imputato all’udienza preliminare per la cessione della droga che nel giugno 2015 aveva causato la morte per overdose di Saverio Frulloni, 23 anni, di origine mancianese, trovato senza vita nell’appartamento di un amico a Barbanella.

Il giudice Valeria Montesarchio lo ha riconosciuto colpevole di morte in conseguenza di altro delitto. Nello stesso 3 giugno avrebbe venduto a Frulloni una prima dose di cocaina (30 euro) e poi una di cocaina e una di eroina (70-80 euro). Nella notte tra il 3 e il 4 Frulloni era andato in overdose. Ad Abderazak erano stati contestati quegli episodi di spaccio ma anche decine di episodi simili (frequenze anche bisettimanali per alcuni mesi - periodo tra aprile 2014 e luglio 2015) di cocaina, eroina o hashish a 17 diverse persone.

Separata la posizione degli altri coimputati, ma per le sole accuse di spaccio: per loro ci sarà un giudizio davanti al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi, prima udienza a gennaio. Tra loro c’è anche Ahmed Jbili, raggiunto pochi giorni fa in carcere (dove era stato posto dopo un tentativo di furto su un'auto) da un’ordinanza di custodia cautelare per un traffico di droga tra Roma, Grosseto e Follonica sgominato dai carabinieri.

A Nadiri la polizia di stato era arrivata dopo alcuni mesi di intercettazioni e pedinamenti. Gli agenti erano partiti dagli elementi trovati nell’appartamento dell’amico che lo aveva ospitato («credevo che dormisse, non mi ero accorto che era morto», aveva detto tra le lacrime il ragazzo, che pure aveva dato l’allarme chiamando il 118): nelle tasche dei pantaloni di Saverio era stata trovata una siringa del tipo di quelle utilizzate per l’assunzione di insulina, con tracce di sangue. Subito era stata formulata l’ipotesi che il giovane avesse fatto uso di eroina e le analisi lo avevano poco dopo confermato.

Così era partita la caccia allo spacciatore della dose fatale. Quando gli indizi erano stati sufficientemente raccolti, la Procura aveva chiesto l’emissione di un’ordinanza di custodia in carcere, eseguita a novembre 2015. Ad aprile 2016 il pm Salvatore Ferraro aveva chiesto il giudizio: una prima udienza era stata tenuta a maggio e in quella circostanza il difensore di Abderazak, l’avvocato Massimo Parenti, aveva chiesto di essere ammesso al rito abbreviato, perfezionato poi l’altro giorno.

Pierluigi Sposato

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