Sicurezza
L’Argentario Nuoto perde la piscina «Scelta ingiusta»
PORTO SANTO STEFANO. L’Argentario Nuoto non ci sta: alla società santostefanese non va giù l’aver perso – dopo dieci anni di gestione – la gara per l’affidamento della piscina comunale, andata a un...
PORTO SANTO STEFANO. L’Argentario Nuoto non ci sta: alla società santostefanese non va giù l’aver perso – dopo dieci anni di gestione – la gara per l’affidamento della piscina comunale, andata a un sodalizio di Buonconvento. Il presidente Roberto Costanzo e gli altri membri del direttivo contestano «non la società che gestirà l’impianto – dicono – ma chi ci ha giudicato».
«La Commissione è stata approssimativa – tuona Costanzo – Il risultato della gara era a punteggio e noi abbiamo preso due punti su otto per la relazione sui giovani e su come si sarebbe voluto sviluppare l’attività in piscina, mentre l’altra società ha preso il massimo: questo ha decretato la nostra sconfitta. L’offerta economica è stata la stessa, ha influito l’offerta tecnica. Anche il nostro era un progetto ambizioso, ma quello presentato da chi ha vinto, secondo noi, non è fattibile. Ad esempio, si tratta di una piscina alta due metri e può raggiungere al massimo 27,5 gradi: per questo è impossibile fare attività da zero a tre anni come hanno proposto i vincitori. Inoltre, noi in 10 anni abbiamo tenuto quattro-cinque persone quasi a regime di volontariato, mentre loro ne vogliono assumere 54».
«L’Argentario Nuoto – continua Costanzo – ha insegnato ai bambini a nuotare, ha portato la pallanuoto ad alti livelli, ha dato almeno 500 brevetti da assistenti ai bagnanti. Siamo scesi in acqua con le nostre braccia insieme ai portatori di handicap».
«Abbiamo già consegnato le chiavi – aggiunge Costanzo – dobbiamo spostare i nostri materiali e nessuno è stato collaborativo. Ci auguriamo comunque che apra il prima possibile. Chiediamo anche che venga rispettato il capitolato, che le persone che lavoravano in questa piscina siano tutelate e coinvolte. Pretendiamo anche che alla nostra società vengano riconosciute 16 ore settimanali gratuite, che venga rispettato ciò che hanno promesso e che l’amministrazione vigili. Noi manifesteremo fuori dal palazzo comunale, dove restituiremo tutti i nostri riconoscimenti e targhe che abbiamo ricevuto negli anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
