Il Tirreno

Grosseto

Allerta arancione, tante scuole chiuse e niente pioggia

di Ivana Agostini
Allerta arancione, tante scuole chiuse e niente pioggia

Pochi acquazzoni sulla Maremma, resta la paura dei sindaci «Quando riceviamo l’avviso non possiamo correre rischi»

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GROSSETO. L’allerta era arancione. Erano previsti temporali con cumulati di pioggia notevoli, soprattutto nella parte costiera e meridionale. Tutto ha avuto inizio mercoledì quando nei comuni come ad esempio Orbetello si è messo in moto il sistema di allerta telefonico: «Allerta arancione, prestare attenzione».

I sindaci di Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Magliano in Toscana, Manciano, Sorano, Scansano, Pitigliano, dopo aver ricevuto il dispaccio della Regione Toscana immediatamente emettono un’ ordinanza di chiusura delle scuole per l'indomani, giovedì, primo giorno di scuola. Le campanelle rimangono mute e le nuvole asciutte. La parte sud della Maremma è baciata dal sole e dall’afa e non dalla pioggia prevista. Meglio così dicono tutti ma c’è chi mormora sulla validità delle allerte.

Durante la giornata di giovedì arriva la notizia che l’allerta arancione verrà prolungata. Il peggio arriverà venerdì: temporali, grandinate. I sindaci si confrontano e chiudono le scuole. Al sud nemmeno una goccia o poco più. A Orbetello a metà giornata comincia a piovere. Scrosci forti che durano pochi minuti. Nel tardo pomeriggio torna anche il sole. Anche in questo caso tutti tirano un sospiro di sollievo. La perturbazione è passata senza colpo ferire, nessun danno.

Le scuole sono però rimaste chiuse senza che ce ne fosse la necessità. Si potrebbe obiettare: facile dirlo a posteriori. «Noi sindaci non abbiamo la sfera di cristallo -dice Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio - Siamo chiamati a decidere in pochi istanti. Dobbiamo pensare all’incolumità della cittadinanza. Chi se lo perdona se succede qualcosa a qualche bambino mentre lo portano a scuola i genitori o lo scuolabus perché io ho lasciato le scuole aperte? Se non cambia qualcosa, se non saranno previsti bollettini di aggiornamento più frequenti che ci possano consentire di rimandare la decisione, noi sindaci non possiamo rischiare con la vita delle persone. Ognuno fa il suo. La Regione fa il suo. I sindaci il loro, il tempo il suo». Certo che il rischio che si gridi al lupo al lupo c’è perché anche a giugno le scuole anticiparono la chiusura per una allerta arancione senza che si sia vista cadere una goccia di pioggia. Ai sindaci però arrivano gli avvisi di garanzia se succede il peggio. «Le nostre - dice Marco Galli, sindaco di Manciano - possono sembrare decisioni eccessive ma con le responsabilità che abbiamo non possiamo fare diversamente. Ci siamo confrontati e abbiamo preso questa decisione tutti e otto. Questa la nostra linea che potrebbe anche servire come spunto di riflessione per il futuro. Sappiano di creare dei disagi con la chiusura delle scuole ma dobbiamo tutelare la popolazione. Capisco che si possa correre il rischio che la gente non ci creda più e prenda le cose sottogamba. Noi non possiamo farlo». Sulla stessa linea Andrea Casamenti che non ha dubbi: «Con l’allerta arancione le scuole si chiudono. Se ci sono accorgimenti da prendere vanno presi di concerto. La questione - continua - noi sindaci la dobbiamo affrontare tutti insieme per vedere se magari si possa o meno discutere sui parametri». Sembra che ottobre sarà un mese piovoso. L'autunno non è ancora iniziato, l'inverno è ancora lontano. Di certo ci saranno altre allerte arancioni e altre scuole chiuse. I primi cittadini si trovano a dover decidere sapendo quanto sia difficile. La Maremma è stata colpita al cuore da due alluvioni. Le scuole la mattina del 12 novembre 2012 furono chiuse all’ultimo momento. Se gli scuolabus fossero stati sulle strade sarebbe stata una tragedia. A nessuno era arrivato un messaggio di allerta. Giovedì e venerdì le scuole erano chiuse e non è piovuta una goccia.

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