Proteste
Le scuole rimangono chiuse
Atteso un peggioramento, otto sindaci rinviano ancora l’inizio delle lezioni
GROSSETO. È stata prolungata fino alle mezzanotte ed è estesa a tutta la Toscana l’allerta meteo (arancione) annunciata mercoledì. Si attendono forti temporali e si teme che fiumi e corsi d’acqua possano rompere gli argini, tant’è che le scuole rimarranno chiuse anche oggi in otto comuni della Maremma Grossetana: si tratta degli stessi municipi che avevano deciso già ieri di rimandare il suono della prima campanella del nuovo anno scolastico. L’aggiornamento è stato comunicato dal Centro funzionale della Regione per la forte perturbazione in transito sul centro-nord della Penisola. Per oggi è previsto un generale peggioramento con temporali più frequenti e di forte intensità su tutta la regione: già dalla notte e a partire dalla costa. È prevista pioggia abbondanti specie sul centro-sud della Toscana. Possibili anche forti colpi di vento e grandinate.
Scuole chiuse. Il prolungamento dell’allerta ha fatto decidere, come già avvenuto ieri, primo giorno di scuola in Toscana, la chiusura degli istituti. A serrare le porte sono le scuole di ogni ordine e grado di Orbetello, Capalbio, Monte Argentario, Manciano, Pitigliano, Magliano in Toscana, Scansano e Sorano. Nel comune di Scansano è prevista anche la sospensione del servizio di trasporto scolastico per gli alunni residenti che frequentano le scuole di Campagnatico.
La polemica. Ieri la decisione di chiudere le scuole ha destato, a posteriori, alcune perplessità dato che, per fortuna, i forti fenomeni previsti non si sono registrati. Facile, quindi, per i sindaci e i meteorologi finire sotto accusa. D’altra parte però il sindaco, quando riceve l’allerta arancione ha anche poco tempo per decidere e sa che, nel caso dovesse succedere qualcosa, ne risponderebbe in prima persona.
Qui la Protezione civile. «Ai colori giallo, arancione e rosso – spiega Riccardo Gaddi, responsabile della Protezione civile della Regione Toscana – corrispondono livelli di operatività crescenti degli uffici di protezione civile. In funzione di ciò che è previsto nella propria pianificazione, il sindaco può mettere in atto misure per evitare o ridurre la possibilità che si verifichino danni possibili. Da territorio a territorio e per lo stesso codice di allerta, sono sempre uguali le attivazioni del sistema di protezione civile, ma possono essere diverse le misure adottate dai sindaci». Rimane da chiedersi se per difendere un territorio siano sempre realizzate tutte le opere di manutenzione dei reticoli idraulici. Dal canto loro i sindaci, pur correndo il rischio di prendere decisioni impopolari – i comuni della provincia di Grosseto sono stati fra i pochi a chiudere le scuole – chiudono per la tranquillità di tutti.
La scelta. «Dobbiamo decidere in tempi brevi – dice Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio – non possiamo porci il problema se la decisone scontenta. Dobbiamo tutelare la popolazione. Ci arriva un dispaccio. Ognuno deve fare il suo». «Ho contato 55 allerte fino ad ora – dice Marco Galli, sindaco di Manciano – magari si corre il rischio di non essere più credibili, ma se dalla Regine arriva un’allerta arancione ci confrontiamo coi sindaci limitrofi e decidiamo. Ricordiamoci che con un’allerta gialla nel 2014 c’è stata un’alluvione». Stessa linea per il primo cittadino di Orbetello Andrea Casamenti. «Non siamo fifoni – dice – Pensiamo solo ai precedenti». Rimane il problema di chi deve spostarsi, magari durante un temporale e da località impervie, per portare i figli ai pullman di linea: a Grosseto le scuole sono aperte.
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