Il Tirreno

Grosseto

«La Costituzione non potrà cambiare il corpo politico»

In risposta a Bracalari interviene anche Franco Fanelli, coordinatore del circolo di “Libertà e Giustizia” di Grosseto. «Sono nato nel 1943 - scrive Fanelli - e appartengo a una generazione che ha...

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In risposta a Bracalari interviene anche Franco Fanelli, coordinatore del circolo di “Libertà e Giustizia” di Grosseto. «Sono nato nel 1943 - scrive Fanelli - e appartengo a una generazione che ha potuto vivere l’Italia migliore grazie a coloro che, come l’emerito presidente dell’Anpi provinciale, ci hanno liberato dall’oppressione del nazifascismo. Sono mosso da un sentimento di profonda e sincera gratitudine verso tutti coloro che hanno saputo mettere in gioco anche la loro vita, per difendere la libertà di tutti». Poi Fanelli spiega le sue perplessità in una serie di articolati ragionamenti di diritto pubblico. «In un sistema politico complesso come il nostro, una democrazia rappresentativa, è la legge elettorale - prosegue - che stabilisce le modalità attraverso le quali i voti dei cittadini si trasformano in seggi. La Costituzione definisce poi, l’allocazione del potere e la forma e i limiti entro i quali gli eletti possono esercitarlo. Si dice che l’essenza della democrazia è contenuta nella legge elettorale perché consente al popolo sovrano di designare coloro che “popoleranno”, in sua rappresentanza, i luoghi della democrazia. Con l’Italicum il segretario di un partito che risulta il più votato al ballottaggio, disporrebbe, in virtù del premio di maggioranza, del 54% dei seggi, 340 su 630 della Camera, l’unica che avrebbe la facoltà di concedere la fiducia al Governo. La formazione del Governo non potrebbe che essere una semplice formalità, docili i deputati di maggioranza. Un legame pericoloso tra distribuzione del potere in cambio di fedeltà richiesta. Una condizione non libera. Non democratica. La circostanza metterebbe inoltre in ombra il Presidente della Repubblica che, in qualità di Capo dello Stato, dopo le consultazioni di rito, dovrebbe assegnare l’incarico alla persona che dispone delle maggiori possibilità di formare un Governo. Ma a chi potrebbe dare l'incarico, se non a colui che di fatto è stato eletto come capo del partito che ha vinto al ballottaggio? A mio avviso, quindi, l’abito (la Costituzione) non potrà cambiare il corpo - il corpo politico - che siamo innanzitutto noi, noi cittadini e poi la classe politica che esprimiamo. Come si fa a non vedere un accentramento del potere a danno della sovranità popolare? Come si fa a non vedere un restringimento della nostra democrazia?». (g.b.)

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