Lutto
«Inconcepibile proporre un’autostrada a pedaggio»
CAPALBIO. Italia Nostra torna a dire no all’Autostrada Tirrenica. Lo fa con una nota di Nicola Caracciolo, presidente onorario, e di Michele Scola, vicepresidente toscano, all’indomani delle...
CAPALBIO. Italia Nostra torna a dire no all’Autostrada Tirrenica. Lo fa con una nota di Nicola Caracciolo, presidente onorario, e di Michele Scola, vicepresidente toscano, all’indomani delle dichiarazioni di Enrico Rossi e delle notizie che danno per imminente la presentazione ufficiale del progetto per il lotto mancante.
«Il governatore della Toscana, Enrico Rossi - scrivono tra l’altro Scola e Caracciolo - ha tuonato contro chi si oppone all’Autostrada Tirrenica. L’Aurelia, ha sostenuto, è troppo pericolosa. Pochi giorni or sono all’ultima edizione del Premio Capalbio era presente e premiata, accanto al Presidente emerito Giorgio Napolitano, Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fondo Ambiente Italiano e fervente ambientalista, che ha criticato duramente l’eventualità della Tirrenica».
«Che il Governatore Rossi di fronte alle morti e agli incidenti che funestano l’Aurelia proponga un’Autostrada a pagamento, e di costosa realizzazione, come rimedio ci sembra inconcepibile - osserva Italia Nostra - La messa in sicurezza dell’Aurelia, che Italia Nostra e le principali organizzazioni in difesa dell’ambiente chiedono a gran voce, è stata rinviata da decenni proprio per cercare di ottenere il consenso della popolazione sul ricatto “o paghi o rischi la vita”».
Secondo Caracciolo e Scola «nulla ci fa prevedere che una autostrada favorisca lo sviluppo agroalimentare della Maremma, come sostiene il governatore. Danneggerà certamente molti agricoltori, molti marchi biologici e moltissimo turismo. Quando pochi accorgimenti (guardrail, piazzole di sosta, circolazione rotatoria agli incroci pericolosi e vigilanza non solo sulla velocità, ma sui sorpassi e i tagli di corsia), metterebbero in sicurezza un’Aurelia pubblica, pagata in tutti questi anni dalle tasse dei cittadini e di recente regalata a una società privata, la Sat».
Per realizzare la Tirrenica sono previsti molti milioni di euro, aggiungono, «mentre con poche migliaia si potrebbe ricorrere alla più importante forma di sicurezza: la sorveglianza della Stradale. Vogliamo sottolineare la realtà della crisi italiana contemporanea: l’economia è ferma, la disoccupazione soprattutto tra i giovani gravissima, l’opinione pubblica diventa sempre più ostile alle spese eccessive dello Stato per progetti costosi e discutibili. La messa a posto dell’Aurelia, allargandola a quattro corsie quando necessario e possibile, basta a restituire sicurezza alla viabilità senza aspettare oltre e senza spendere miliardi».
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